12 Dicembre 2024
La misura del polpaccio indica il rischio di mortalità
Quante fate di polpaccio?
I dati di un recente studio italiano presentato in occasione del 69esimo Congresso della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG) a Firenze, dimostrano che il polpaccio è il nuovo indicatore di buona salute.
Nei soggetti anziani, dalla sua misurazione si può addirittura predire la mortalità per i successivi dieci anni e per tutte le cause.
Ad esempio, se negli uomini la circonferenza del polpaccio è inferiore ai 30 cm e nelle donne è inferiore ai 28 cm, allora il rischio di mortalità è triplicato.
Ma perché proprio il polpaccio?
Presto detto: la perdita di massa muscolare legata all’invecchiamento ha ripercussioni negative sulle capacità cognitive, sulla funzione cardiovascolare e respiratoria e sul sistema immunitario.
Quando si diventa anziani, avere una muscolosità ancora tonica e adeguata significa ridurre le cadute e di conseguenza le disabilità, i ricoveri, la progressione di malattie croniche e quindi più in generale si traduce in una minore probabilità di morte per qualsiasi causa.
La circonferenza del polpaccio è un indicatore antropometrico ideale per rilevare lo stato della massa muscolare, molto di più delle misure prese al braccio e all’addome che risentono maggiormente dell’eventuale accumulo di grasso.
Ecco perché il risultato che si ottiene dalla misurazione ha un valore predittivo del rischio di morte, oltre a fornire informazioni preziose circa il grado di forma fisica, soprattutto dai 40 anni in poi.