2 Ottobre 2024
Quanti caffè al giorno prima di rischiare l’ictus?
Il caffè fa bene o fa male?
La risposta più recente a un dibattito che dura da diverso tempo, è dell’Università di Galway, che ha condotto uno studio in collaborazione con la McMaster University Canada e una rete internazionale di Istituti di ricerca, chiamato Interstroke.
Si tratta di uno dei più importanti ed estesi studi internazionali che indaga i fattori di rischio dell’ictus e ha coinvolto circa 27mila persone in 27 Paesi, con diversi profili di rischio cardiovascolare.
Tra le varie analisi effettuate, ce n’è una che riguarda l’impatto del consumo di caffè sulla salute che giunge alla conclusione che bere più di 4 tazze al giorno di caffè aumenta il rischio di ictus del 37%.
L’ictus è una patologia grave e invalidante che si verifica quando l’afflusso di sangue a una parte del cervello viene interrotta, provocando così il danneggiamento delle cellule cerebrali.
Nonostante recentemente numerosi studi abbiano dimostrato che i consumatori abituali di caffè siano statisticamente meno esposti a una serie di malattie come il diabete di tipo 2, l’Alzheimer e le malattie cardiovascolari, l’assunzione di oltre 400 mg di caffeina in un solo giorno porta a disturbi come tremori muscolari, nausea, mal di testa, battito cardiaco accelerato, irritabilità, difficoltà ad addormentarsi e, il più grave, l’ictus.
La buona notizia è che al di sotto delle 4 tazze giornaliere, il caffè non è stato associato ad alcun rischio.