8 Novembre 2023
Biancofiore chiede di togliere l’Iva dai ritocchi estetici
La notizia non può che destare sconcerto, soprattutto in un momento in cui sono ancora vive le polemiche per il raddoppio dell’Iva su pannolini, latte in polvere e beni per la prima infanzia: l’annuncio della senatrice Biancofiore, presidente del gruppo Civici d’Italia, di voler togliere l’Iva ai ritocchini estetici appare decisamente fuori luogo.
L’emendamento depositato a Palazzo Madama è stato firmato anche da Noi Moderati, UDC, Coraggio Italia e MAIE e ha l’obiettivo, così si legge, di sostenere gli interventi di chirurgia estetica se questi hanno una finalità curativa o per diagnosticare problemi di salute, ovvero per tutelare mantenere o ristabilire la salute anche psico-fisica, purché dimostrabili da documentazione medica.
E se di primo acchito dalla lettura di questa nota l’intento vi sembra nobile, è bene precisare che l’abbattimento dell’Iva non riguarderebbe gli interventi di chirurgia estetica giù gratuiti e mutuabili, come la mastoplastica dopo un tumore al seno, ma tutti quelli a cui normalmente ricorrono coloro che hanno il bisogno impellente di migliorare il proprio aspetto (naso, bocca, zigomi, etc).
Benché remota, l’ipotesi che possa passare questo emendamento configurerebbe l’Italia come quel paese dove a fronte di un aumento del costo della vita, e quindi dei beni di prima necessità e delle bollette di acqua, luce e gas, potrebbe essere molto più conveniente rifarsi la faccia o i glutei.