19 Settembre 2024
Addio ai Tupperware, azienda in bancarotta
Chi non ha mai avuto un Tupperware in frigorifero, nella credenza o nella borsa del lavoro?
Vera e propria istituzione, la Tupperware, un’azienda statunitense che ha lanciato in tutto il mondo i contenitori di plastica, versa da diverso tempo in difficoltà e rischia di sparire per sempre.
Come spiega Laurie Ann Goldman, CEO dell’azienda, negli ultimi anni la posizione finanziaria è stata gravemente influenzata dal difficile contesto macroeconomico. Dopo aver valutato diverse opzioni, quella della procedura fallimentare è risultata la più indicata.
Il gruppo in breve si impegna a proseguire il lavoro durante la procedura, pagando dipendenti e fornitori, grazie a una legge fallimentare statunitense che prevede un piano di risanamento dei debiti prima della chiusura definitiva.
Nei documenti depositati la Tupperware stima i propri beni tra i 500 milioni e il miliardo di dollari, mentre il passivo tra capitale e debiti va tra i e 10 miliardi, e sarebbero tra i 50mila e i 100mila i creditori.
Il successo del colosso statunitense inizia nel 1946, quando il chimico Earl Tupper ebbe l’intuizione di progettare una chiusura ermetica per i contenitori di plastica, affinché le famiglie statunitense, messe a dura prova dalla Grande Depressione, potessero risparmiare denaro ed evitare costosi sprechi alimentari.
Da lì in poi è storia, tanto che ancora oggi ci si riferisce ai contenitori per alimenti con il termine Tupper, anche quando Tupper non è.
Nonostante il grande successo planetario, la crisi è arrivata ugualmente, con debiti enormi, crolli di fatturato, chiusura stabilimenti e licenziamenti.
Potrebbe ancora cambiare il proprio destino, indica qualcuno, ma al momento la storica Tupperware sembra lanciata a tutta velocità verso la bancarotta.