8 Luglio 2025
No a comunisti e gay, annuncio di lavoro shock
Chef stellato della ristorazione d’eccellenza italiana, Paolo Cappuccio è finito recentemente al centro di una polemica non per le sue doti culinarie, bensì a causa di un annuncio di lavoro postato sul proprio profilo Facebook.
Il post, destinato alla selezione di personale per un hotel in Val di Fassa, era rivolto ad aspiranti candidati, con specifica esclusione di comunisti, masterchef del cazzo e affini, persone con problemi di orientamento sessuale e fancazzisti.
Nello specifico si cercavano uno chef, tre capi partita e un pasticcere per la stagione invernale, con stipendio dai 2000 ai 4000 euro.
I toni discriminatori hanno sollevato immediatamente le critiche degli utenti e il post è stato prontamente rimosso.
Cappuccio non è nuovo a queste boutades: già nel 2020 era stato segnalato un suo annuncio per la stagione estiva a Caorle con gli stessi toni offensivi.
Anche in quel frangente le segnalazioni di moltissimi utenti social che avevano denunciato la natura discriminatoria del post, ne avevano comportato la rimozione.
Cappuccio non ha negato la paternità del post, ma ha tentato di contestualizzarne il contenuto, dichiarando che era esasperato dopo l’ennesima esperienza negativa con il personale.
“Non ne posso più di collaboratori che si mettono in malattia, bruciano il pesce e non lavorano. Ho diritto di scegliere chi entra nella mia cucina”.
Sull’argomento dell’orientamento sessuale ha detto invece che ha amici gay, “ma se sul posto di lavoro si ostenta in modo eccessivo, si creano problemi nella brigata. Voglio solo che ci sia rispetto e disciplina”.
Rispetto…
In Italia il Decreto Legislativo 216/2003 vieta esplicitamente la discriminazione nei luoghi di lavoro per motivi di orientamento sessuale, convinzioni religiose o idee politiche.
Anche lo Statuto dei Collaboratori e l’Art.3 della Costituzione Civile ribadiscono l’uguaglianza.