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21 Agosto 2020

Cani che si credono gatti!

Dopo il gatto che fa il cane, arriviamo a parlare dei cani che si credono gatti o che comunque ne imitano molto i comportamenti.

Come abbiamo detto per i gatti, anche tra i cani esistono razze particolarmente predisposte ad atteggiarsi a felino, benché è sempre il carattere individuale del singolo esemplare a fare la differenza.

Ma in che cosa un cane può ricordarci un gatto?

Il Borzoi ad esempio, un levriero originario della Russia, è così indipendente da risultare molto difficile da addestrare: affettuoso e attaccato alla propria famiglia di umani, ama farsi i fatti suoi, proprio come il gatto domestico.

E sempre in ambito di levrieri, anche il bellissimo (e un poco buffo) Saluki o levriero persiano si comporta come il cugino russo: poco addestrabile, affettuoso quel che basta, in generale distaccato, e soprattutto molto consapevole della sua bellezza!

Quando si dice levriero, come non pensare all’austero, affascinante e morbido levriero afgano?

Anche lui in quanto a bellezza non scherza ma quando si tratta di seguire degli ordini, preferisce farsi una bella corsa da solo o addirittura dormire, poltrendo come se non ci fosse un domani.

In questi frangenti specifici è come se diventasse improvvisamente sordo: potete chiamarlo, supplicarlo, corromperlo, ma lui non farà nemmeno lo sforzo di girare la testa, continuando a fare quello che stava facendo, di qualsiasi cosa si tratti.

Chi invece si impigrisce bellamente crogiolandosi nel suo distacco tipicamente felino, è il Greyhound o levriero inglese: molto english, molto distante da tutto ciò che lo circonda, lo troverete appallottolato nella sua cuccia o sul divano, meglio ancora su una poltrona, dove nessuno, oltre a lui, può sedersi.

Cambiando genere ma rimanendo nell’ambito dei cani da caccia, dalla Finlandia lo Spitz è una vera e propria macchina da guerra: nulla lo turba, a partire dal freddo e finendo con le coccole. Il suo unico scopo è quello di muoversi, inseguire una preda e farsi i fattacci suoi.

Passiamo quindi allo Shiba Inu, direttamente dal Giappone con il suo aspetto più simile a quello della volpe e un carattere molto vicino a quello del gatto: a lui, per dire, non piace giocare al riporto, non prende ordini da nessuno e non socializza. Ma è amorevole con la sua famiglia.

E il Basenji? Di origine africana, dal corpo snello e atletico grazie alla sua inesauribile energia, lui, molto semplicemente, non abbaia! Non perché non lo voglia, intendiamoci, ma perché non ne è capace!

Chiudiamo la carrellata con il classico Pechinese che, come un gatto, ama dormire sulle ginocchia del suo umano ma odia mescolarsi nella folla e fare amicizia con chicchessia.

Ma la caratteristica che accomuna tutti, ma proprio tutti, è l’immensa devozione e amore per la rispettiva famiglia di umani, al di là di ogni razza e colore.

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