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Michael Jackson: 10 canzoni di culto per ricordarlo
Michael Jackson: 10 canzoni di culto per ricordarlo
18 Giugno 2018
Michael Jackson: 9 anni dopo la scomparsa del re del pop le 10 canzoni per ricordarlo. Oggi avrebbe 59 anni, il compianto re del pop Michael Jackson, pioniere della musica nera e del music biz scomparso prematuramente il 25 giugno del 2009 pochi giorni prima di intraprendere un tour, il tristemente noto “This Is It Tour”, che lo avrebbe riportato sulle scene dopo un lungo e doloroso esilio. Intatto nella memoria dei fan e di tutti i grandi artisti che ha ispirato e che continua a ispirare, Jackson è stata più di chiunque altro la star dei record. E’ lui, Michael Jackson, l’artista più citato nel Guinness dei Primati (la trilogia realizzata insieme al leggendario produttore Quincy Jones con gli album “Off the Wall”, “Thriller” e “Bad”, così come il successivo “Dangerous” e il doppio album capolavoro “HIStory”, sono ancora oggi in cima alla lista dei dischi più venduti di tutti i tempi).
Ed è ancora una volta lui, Michael Jackson, che, sulla scorta di un’infinità di hit senza tempo abbinate a rivoluzionari video colossal e portate in scena grazie a tour faraonici, ha venduto quasi 1 miliardo e mezzo di copie rastrellando tutti i premi più ambiti e affermandosi come un talento irraggiungibile capace, con le sue inimitabili – ma imitatissime – coreografie che sfidavano la forza di gravità, e con il suo timbro vocale unico intriso di “soul” e di energia “rock/funk”, di entrare a piano titolo nella storia della musica moderna diventando pura leggenda. Una leggenda che Radio 105 continua a ricordare e che oggi, a 9 anni dalla sua morte, celebra evocando 10 momenti chiave della sua grande avventura musicale.
1. Scream
Nel 1995, quattro anni dopo il trionfo dell’album “Dangerous” e le prime infamanti accuse di pedofilia, Jackson torna dinnanzi al proprio pubblico con un grido di rabbia, “Scream”, brano scritto e interpretato – con la complicità dei produttori Jam & Lewis – al fianco della sorella minore Janet. Il video, un cortometraggio diretto dall’illustre Mark Romanek e ricco di effetti speciali mozzafiato mai visti prima, è ancora oggi uno dei più costosi e originali della storia, il secondo lanciato per la promozione del doppio album “HIStory”.
MICHAEL JACKSON / JANET JACKSON SCREAM
2. Black or White
E’ il 1991, quando Michael Jackson, archiviato il lungo sodalizio artistico con il leggendario produttore Quincy Jones, torna all’attacco delle classifiche globali con un disco ruvido, potente, melting pot di generi – new jack swing, pop, soul, gospel, hiphop e rock – e di messaggi importanti ben rappresentato da una copertina di culto disegnata dal visionario Mark Ryden. Ad anticipare il disco, la hit “Black or White”, manifesto contro il razzismo il cui video porta la firma di John Landis, tornato a dirigere Jackson nove anni dopo “Thriller”..
MICHAEL JACKSON BLACK OR WHITE
3. Bad
Nel settembre del 1987, dopo un’estate magica in cui dalle radio di tutto il mondo rimbalzavano le romantiche note di “I Just Can’t Stop Loving You”, la ballata in duetto con Seidah Garrett, Michael Jackson pubblica “Bad”, ultimo atto della trilogia scolpita con la complicità di Quincy Jones. Il secondo dei 10 singoli (su 11 brani del disco) tratti dal quel capolavoro è proprio la title track, “Bad”, up-tempo funk originariamente pensata per un duetto con Prince esplosa in tutto il mondo insieme alle immagini di un vero e proprio mini-film diretto dal premio Oscar Martin Scorsese. E’ Michael che rinasce dopo Thriller, l’album più venduto di tutti i tempi.
MICHAEL JACKSON BAD
4. We Are the World
Nel 1985 Michael Jackson e il suo grande amico Lionel Richie scrivono una canzone magica, “We Are the World”, brano corale che, grazie a un’idea di Harry Belafonte e sotto la Direzione di Quincy Jones, viene registrato dalle più grandi superstar americane dell’epoca per sostenere un importante progetto umanitario per l’Etiopia, colpita da una grave carestia. Il collettivo, formato da icone del calibro di Stevie Wonder, Ray Charles, Diana Ross, Bruce Springsteen, Cindy Lauper, Dionne Warwick, Bob Dylan, Tina Turner e Billie Joel, viene battezzato USA for Africa.
USA FOR AFRICA WE ARE THE WORLD
5. Say Say Say
Nel 1983, Michael Jackson torna a cantare al fianco dell’amico Paul McCartney, lo stesso che nel 1979 gli aveva regalato il brano “Girlfriend”, inserito nell’album “Off the Wall”. Il sodalizio dei due prosegue poi con il primo singolo tratto da “Thriller”, la ballata scritta da Jackson e intitolata “The Girls is Mine”. “Say Say Say”, canzone pop/soul registrata sotto l’egida del produttore dei Beatles George Martin e abbinata a un videoclip girato da Bob Giraldi non lontano dalla residenza del re del pop, il Neverland Ranch, viene pubblicato nell’album di Sir Paul McCartner “Pipes of Peace” proprio come l’altro duetto con Jackson presente in quel disco, la delicata “The Man”.
Michael Jackson & Paul McCartney Say, Say, Say
6. Thriller
Title-track dell’album più venduto di tutti i tempi, capolavoro nato dal sodalizio artistico di Jackson, allora 24enne, con Quincy Jones, “Thriller” porta la firma di una leggenda del soul, Rod Temperton. Il brano passa alla storia anche grazie a un cortometraggio horror girato come un vero e proprio film da John Landis (reduce dal successo di “Un lupo mannaro americano a Londra “) e nel quale il giovane Michael si trasforma, come nel peggiore degli incubi, da ragazzo dolce e bellissimo in uno zombie, terrorizzando così la sua amata.
MICHAEL JACKSON THRILLER
7. Billie Jean / Motown 25
Il 25 marzo del 1983, pochi mesi dopo la pubblicazione di “Thriller” e diversi anni dopo il suo abbandono della gloriosa etichetta Motown, Michael accetta di esibirsi in diretta televisiva sul palco dell’Auditorio Civico di Pasadina. Dopo un medley di vecchi successi con i fratelli, Jackson intona “Billie Jean” cimentandosi per la prima volta dal vivo nel suo passo di danza “moonwalker” e guadagnando così una standing ovation della platea gremita di superstar. Dopo quella notte, niente è più come prima.
MICHAEL JACKSON BILLIE JEAN
8. Don’t Stop ‘Til You Get Enough
E’ al grido di “Non fermarti finché non ne hai abbastanza” che Michael Jackson conquista per la prima volta il vertice della classifica più ambita di Billboard, quella dei 100 singoli più venduti Oltreoceano. Sostenuta da una sezione ritmica ostinata che poggia su una linea di basso pulsante, e dominata da falsetto di Jackson, questa canzone è uno dei successi più grandi del primo capolavoro registrato da Jackson con Quincy Jones un anno dopo il loro incontro sul set del film “The Wiz”. E’ il 1979.
Michael Jackson Don’t Stop ‘Til You Get Enough
9. Blame It On the Boogie
Nel 1978, i Jackson 5 sono il passato. Il presente è dei Jacksons, nuovo nome della band di famiglia, passata dalla Motown (senza la complicità di Jermaine, ma insieme al più piccolo Randy), al colosso CBS Epic Records. Ed è proprio “Blame it on the Boogie” il primo singolo tratto dal terzo album dei Jacksons, successo che porta la firma di un autore britannico, tal Michael ‘Mick’ Jackson. Una curiosa fatalità.
Michael Jackson Blame It On the Boogie
10. Who’s Loving You
Scritta dal leggendario soulman Smokey Robinson per i suoi Miracals, “Who’s Loving You” è un capolavoro che Michael Jackson e i Jackson 5 lanciano nel loro primo album datato 1969 e intitolato “Diana Ross Presents the Jackson 5”. L’interpretazione del piccolo Michael, all’epoca appena undicenne, lascia di stucco persino l’autore, il quale, dopo averlo sentito in studio, ammette di non riuscire a spiegarsi come in quel bimbetto di Gary, Indiana, possa albergare l’anima soul di un artista consumato. E’ l’inizio della leggenda, la leggenda di Michael Jackson.