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Perché c’è sempre spazio per il dolce? La spiegazione scientifica

Non è mancanza di forza di volontà: secondo gli scienziati, il cervello crea un “secondo stomaco” solo per i dessert

2 Gennaio 2026

Succede a tutti. Sei pieno, strapieno, hai appena giurato che “non entra più niente”… poi qualcuno pronuncia la parola magica: dolce. Ed ecco che, misteriosamente, lo spazio si trova. Non è autosuggestione né gola fuori controllo: secondo la scienza, quello che stai vivendo è un meccanismo perfettamente naturale.

Come riportato da Vice, a spiegarlo è Michelle Spear su The Conversation, professoressa di anatomia all’Università di Bristol, che racconta come il nostro corpo e il nostro cervello collaborino per creare quello che molti chiamano il “secondo stomaco”. Un’illusione? Sì. Ma molto ben costruita.

 

Il trucco non è nello stomaco, ma nella testa

Il nostro stomaco non è un contenitore rigido che si riempie fino all’orlo e basta. È elastico e si adatta a quello che mangiamo. Inoltre, i dessert giocano sporco: sono morbidi, cremosi, poveri di fibre e proteine, quindi occupano meno spazio e richiedono meno “lavoro” digestivo.

Ma il vero colpevole è il cervello. Quando siamo sazi dal punto di vista fisico, entra in gioco quella che gli esperti chiamano fame edonica: non mangiamo perché ci serve, ma perché ci dà piacere. Zuccheri e dolci attivano il sistema della ricompensa, rilasciano dopamina e mettono temporaneamente a tacere i segnali che dicono “ok, basta così”.

 

Perché il dolce “riaccende” l’appetito

C’è un altro dettaglio interessante: mangiare sempre la stessa cosa stanca il cervello. Il piacere diminuisce boccone dopo boccone. È il motivo per cui magari non riesci a finire il piatto principale, ma trovi comunque spazio per il dessert.

In più, gli ormoni che comunicano al cervello la sazietà impiegano anche 20–40 minuti per fare effetto. Il dolce arriva spesso prima che il sistema abbia completato il suo lavoro. Se poi aggiungiamo la componente culturale — il dessert come premio, festa, rituale — e un pizzico di fame emotiva, il quadro è completo.

Insomma, non è che non ti controlli: è che il tuo cervello è programmato per dirti che una fetta di torta è sempre una buona idea.