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Perché le donne capiscono subito se qualcuno non sta bene?
Uno studio svela perché il volto di una persona malata non sfugge mai all'occhio femminile: ecco la spiegazione scientifica
14 Gennaio 2026
Basta uno sguardo, un volto pallido, occhi spenti, una tensione impercettibile nei lineamenti. Per molte donne, questi segnali non passano inosservati. Anche quando chi hanno davanti dice di stare bene.
Secondo una ricerca pubblicata su Evolution and Human Behavior, le donne possiedono una marcia in più nel decifrare lo stato di salute di una persona semplicemente guardandola in faccia. Perché? Come spiega un esperimento condotto da due psicologhe dell’Università di Miami, si tratta di un’eredità evolutiva.
A differenza di studi precedenti basati su immagini alterate al computer, le ricercatrici hanno utilizzato foto di persone realmente malate o sane. 280 studenti, equamente divisi tra uomini e donne, hanno analizzato 12 diversi soggetti, valutando parametri come salute, sicurezza e “accessibilità” sociale su una scala da 1 a 9.
Il risultato ha evidenziato che le donne sono state più precise nel riconoscere la stanchezza latente e i segni del malessere fisico. Anche se lo scarto non è enorme, resta statisticamente rilevante.
Perché le donne sono più brave? Due ipotesi evolutive
Le scienziate dell’Università di Miami suggeriscono due possibili ragioni storiche dietro questa abilità:
- Ipotesi del caregiver primario: storicamente legate alla cura dei figli piccoli (che non possono comunicare a parole il proprio dolore), le donne avrebbero affinato la lettura dei segnali non verbali.
- Evitamento dei contaminanti: durante la gravidanza o il ciclo mestruale, il sistema immunitario femminile è più fragile. Saper individuare subito un malato sarebbe quindi una forma di autodifesa per evitare il contagio in momenti di vulnerabilità.
In altre parole, quello che oggi definiamo “intuizione femminile” potrebbe non essere affatto misterioso, ma il risultato di migliaia di anni di selezione naturale. Una competenza silenziosa, spesso sottovalutata, ma ancora oggi sorprendentemente efficace.
Saper leggere un volto. Individuare la stanchezza prima che diventi febbre. Riconoscere il malessere prima che venga dichiarato. Tutte abilità che, nel tempo, hanno aumentato le probabilità di sopravvivenza. E forse, la prossima volta che qualcuno vi dirà “sto bene”, basterà guardarlo in faccia per sapere se è davvero così.