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Mangiare il gorgonzola fa male? Lo studio che ne svela i benefici
Mangiare formaggi grassi potrebbe proteggere il cervello: una ricerca svedese suggerisce nuovi benefici contro il rischio di demenza
15 Gennaio 2026
No, i formaggi grassi non sono più i “cattivi” della tavola. Una ricerca svedese pubblicata su Neurology suggerisce che questi alimenti potrebbero avere un ruolo positivo per la nostra mente. E quindi, invece di evitarli, bisogna inserirli nella dieta per aiutare a proteggere il cervello.
I benefici dei formaggi grassi contro la demenza
Per arrivare a questa conclusione, gli studiosi della Lund University hanno analizzato per ben 25 anni la vita e le abitudini alimentari di oltre 27.000 persone, con un’età media di 58 anni. L’obiettivo era capire come i latticini influenzassero nel tempo le funzioni cognitive.
In conclusione, chi consuma regolarmente almeno 50 grammi al giorno di formaggi con una percentuale di grassi superiore al 20% mostra una protezione maggiore per la mente. Nello specifico, il rischio di sviluppare demenza è risultato inferiore del 13% rispetto a chi ne mangiava dosi minime (meno di 15 grammi).
Il dato più sorprendente riguarda però la demenza vascolare: in questo caso, il rischio scende addirittura del 29%. Parliamo di prodotti che spesso limitiamo, come il gorgonzola, il taleggio, la fontina o la robiola, ma anche eccellenze come il parmigiano reggiano e il grana padano.
Al contrario, il consumo di latticini magri, yogurt o latte parzialmente scremato non ha mostrato alcun beneficio significativo per la salute del cervello.
Il parere degli esperti
Come evidenziato anche dalla redazione di Men’s Health, la qualità dei grassi contenuti in questi prodotti merita un’attenzione diversa. Emily Sonestedt, nutrizionista e autrice principale della ricerca, ha spiegato chiaramente il cambio di prospettiva: “Per molto tempo i grassi saturi sono stati demonizzati, ma alcuni latticini ad alto contenuto lipidico potrebbero avere un ruolo protettivo sul cervello”.
L’effetto è risultato particolarmente significativo nelle persone senza la variante genetica APOE e4, legata all’Alzheimer. Sebbene lo studio sia di tipo osservazionale e non provi un legame diretto di causa-effetto, suggerisce che un buon pezzo di formaggio stagionato possa essere un alleato prezioso per la nostra longevità e per mantenere la mente giovane più a lungo.