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Reverse cowgirl: perché questa posizione è la più odiata dalle donne
Mancanza di contatto visivo e posizione scomoda: ecco perché la reverse cowgirl è la meno amata dalle donne nonostante il successo tra gli uomini
16 Gennaio 2026
Per l’uomo, la reverse cowgirl è spesso definita come la posizione sessuale migliore, per la controparte femminile la realtà è molto diversa: è una delle posizioni meno amate in assoluto.
Secondo la terapista sessuale Cate Campbell, intervistata da Metro, il problema è psicologico prima ancora che fisico: la mancanza di contatto visivo può far sentire la donna “usata”. “Dare le spalle al partner è un problema importante per alcuni che potrebbero dire di sentirsi un po’ usati, soprattutto quando non provano molto piacere da questa posizione”, spiega l’esperta.
Cosa dicono le donne: i motivi del “no”
A confermare questa tesi è una discussione su Reddit dove centinaia di utenti hanno bocciato la posizione. Le critiche riguardano soprattutto l’aspetto tecnico e … visivo. “L’angolazione non mi convince e fissare le gambe e i piedi del mio partner non è la mia visione preferita”, spiega una donna.
Un’altra aggiunge: “È come essere spinti nella direzione sbagliata. È molto scomodo e la vista non è delle migliori”. C’è anche chi punta l’attenzione sull’imbarazzo: “Odio questa cosa. È così scomoda… in più mi ritrovo a fissare i piedi, e mi sento a disagio con il mio sedere puntato contro di lui”.
Oltre al fattore estetico, emerge anche un problema pratico di stabilità. Una delle critiche più comuni riguarda proprio la gestione del corpo quindi, ” non sapere se dovresti tenergli gli stinchi, le caviglie o il letto”.
C’è chi dice sì alla reverse cowgirl (ma con fatica)
Non è tutto negativo. La Campbell ammette che per alcune donne il vantaggio è il controllo su profondità e velocità, stimolando meglio il punto G.
Tuttavia, il piacere ha un costo: “Alcune donne trovano divertente controllare quando accelerare e rallentare, anche se richiede molta resistenza, il che può distogliere dal piacere e diventare un po’ estenuante”.