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Sanremo 2026, Michele Bravi con “Prima o poi”: testo e significato
Ritrovare il proprio posto nel mondo: testo e significato del brano “Prima o poi” di Michele Bravi in gara al festival di Sanremo 2026
18 Febbraio 2026
In gara tra i Big per la terza volta a Sanremo, dopo l’esordio nel 2017 con Il Diario Degli Errori, Michele Bravi porta il brano Prima o poi.
Decide di allontanarsi dalla ballata classica adottando un nuovo metodo creativo, basato sulla creazione di un racconto per immagini grazie alla coerenza tra armonia e testo.
Il significato di “Prima o poi” di Michele Bravi
Costruito come un monologo interiore, Prima o poi di Michele Bravi è una canzone che accetta l’imperfezione, l’imbarazzo e l’idea di sentirsi fuori posto.
Parla della sofferenza di chi è stato lasciato, dello stato d’animo di una persona che ha perso la voglia di prendersi cura di sé per la mancanza della persona amata.
Il brano fa leva sulla malinconia e lo smarrimento.
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Secondo quanto riportato da TV Sorrisi e Canzoni, il cuore della ricerca stilistica dell’artista risiede nella capacità di fondere la musica con l’ironia: “Prima o poi” è parte di un progetto musicale più ampio, quando ho scritto il testo stavo cercando di capire come l’ironia possa tradursi in musica. Per me l’ironia sta nel tragicomico, la goffaggine, il sentirsi fuori posto, portare due calzini spaiati e non accorgersene o essere zuppo sotto la pioggia davanti a un citofono prima di una cena e non ricordarsi il cognome dell’ospite. Questo è un inno a non essere sempre e per forza ultra performanti”.
Il testo di “Prima o poi”
Lo so fumare a letto è un brutto vizio
Piangersi un po’ addosso
Poi la notte non dormo mai, mai
È vero
È vero che il bicchiere è mezzo pieno questa sera
Ma solo perché ho già bevuto una bottiglia intera
È che mi manchi da morire
E pure il cane non la smette di abbaiare
E sarà che ogni volta che ti penso
Ricomincio sempre
A scorrere le foto fino all’infinito
E ridere da solo
Pensa tu che scemo
E in fondo ancora ci spero
Che prima o poi
Smetterai
Che quando accendi la radio
Canti solo le canzoni ma degli altri
Dovresti vergognarti
Che dopo anni non la smetti di mancarmi
Ma guarda casa mia come è ridotta
Che non faccio i piatti da una settimana
Che non so l’ultima volta che ho fatto la spesa
Con il disco di Battisti ancora lì per terra
Con il cane che lo annusa perché un po’ ti cerca
Ogni volta che ti penso
Ricomincio sempre
A scorrere le foto fino all’infinito
E ridere da solo
Pensa tu che scemo
E in fondo ancora ci spero
Che prima o poi
Smetterai
Che quando accendi la radio
Canti solo le canzoni ma degli altri
Dovresti vergognarti
Che dopo anni non la smetti di mancarmi
Se dopo anni non la smetto
Sempre a prendermi l’acqua per strada
Che non ho l’ombrello nemmeno stasera
Tienimi la fronte
Ma pensa io che scemo
Che non penso che a te
E sono sotto casa tua
E ti vorrei citofonare ma
Ma non so più il tuo nome
A forza di chiamarti amore
Non so nemmeno adesso più chi sei
Ma prima o poi
Smetterai che quando accendi la radio
Canti solo le canzoni ma degli altri
Dovresti vergognarti
Che dopo anni non la smetti di mancarmi
Se dopo anni non la smetto di
di M. Bravi – Rondine – G. Grande – M. Bravi – Rondine
(Credits: Instagram @michelebravi)