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SANREMO 2026

Sanremo 2026, Ditonellapiaga con “Che fastidio!”: testo e significato

Il ritorno di Ditonellapiaga al Festival di Sanremo 2026: testo e significato del brano in gara “Che fastidio!”

20 Febbraio 2026

Il suo debutto sul palco del Teatro Ariston è avvenuto nel 2022 insieme a Donatella Rettore con il brano Chimica, dandole la possibilità di farsi conoscere dal grande pubblico.

Nel 2023 è tornata a Sanremo nella serata cover con i Colla zio sulle note di Salirò, mentre nel 2025 ha reso omaggio a Franco Califano con Un tempo piccolo insieme a Tiromancino e Willie Peyote.

A Sanremo 2026 partecipa da solista con il brano Che fastidio!, una canzone che riflette perfettamente la sua evoluzione artistica.

 

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Questo nuovo capitolo, anticipato dal singolo Si lo so, culminerà ad aprile con l’uscita del suo nuovo album Miss Italia.

Ha annunciato inoltre due appuntamenti live a Roma e Milano nel mese di novembre.

 

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Il significato di “Che fastidio!” di Ditonellapiaga

La canzone racconta la società e le relazioni di oggi in maniera ironica.

Il testo presenta proprio un elenco di cose, manie e persone che le danno veramente fastidio.

L’artista punta il dito contro l’omologazione, che crea un dualismo tra ciò che la cantante prova e ciò che il mondo le chiede di essere.

 

Secondo quanto riportato da TV Sorrisi e Canzoni, Ditonellapiaga spiega da dove nasce il brano: “È nata dopo un momento di crisi profonda in cui non sapevo bene dove stavo andando. È un brano sicuramente nel mio stile: un po’ provocatorio, pungente, ma autoironico perché parlo anche delle mie abitudini”.

 

Il testo di “Che fastidio!” di Ditonellapiaga

Io non so più cos’è normale

O un’allucinazione

Se sono matta io

Non è che voglia litigare

Ho solo qualche osservazione

Un pensiero mio

La moda di Milano (che fastidio!)

Lo snob romano (che fastidio!)

Il sogno americano (che fastidio!)

E il politico italiano (che fastidio!)

La musica tribale (che fastidio!)

I cani alle dogane (che fastidio!)

E il corso di pilates mi deprime, il pranzo salutare (che schifo!)

Stasera vado a una festa la solita farsa e non m’interessa (che fastidio!)

E la vicina molesta bussa alla porta “abbassa quei bassi” (che fastidio!)

E dimmi cosa mi hai messo nel bicchiere, ha un gusto amaro e (non mi fido!)

Perché mi gira la testa e tutta la stanza e finché non passa (che fastidio!)

Io non so più cos’è normale

O un’allucinazione

Se sono matta io

Non è che voglia litigare

Ma ho come l’impressione

Di non potermi controllare

E allora te lo dico (che fastidio!)

Se vuoi te lo ripeto (che fastidio!)

L’amico dell’amico senza invito che fa il figo, che fallito

Facciamoci una foto (che fastidio!)

Che fai tu di lavoro? (Faccio schifo!)

Scambiamoci il numero, ti scriverò

Ma sotto quel sorriso, dico

Che fastidio!

Che fastidio!

Che fastidio!

Che fastidio!

Su le mani solo se sei dell’acquario

Strano ti facevo proprio sagittario

La chiamo dall’India, dall’Albania, Torino

Per un piano tariffario

Nasi alla francese come in fotocopia

Imparare a vivere con un tutorial

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Cento cover Bossa Nova

Io non so più cos’è normale

O un’allucinazione

Se sono matta io

Se sono matta io!

E allora te lo dico (che fastidio!)

Se vuoi te lo ripeto (che fastidio!)

L’amico dell’amico senza invito che fa il figo, che fallito

Facciamoci una foto (che fastidio!)

Che fai tu di lavoro? (Faccio schifo!)

Scambiamoci il numero, ti scriverò

Ma sotto quel sorriso, dico

Che fastidio!

Che fastidio!

Che fastidio!

Che fastidio!

Facciamoci una foto (che fastidio!)

Che fai tu di lavoro? (Faccio schifo!)

Scambiamoci il numero, ti scriverò

Ma sotto quel sorriso, dico

Io non so più cos’è normale

O un’allucinazione

Se sono matta io

Se sono matta io

Se sono matta io

Se sono matta io

Se sono matta io

Se sono matta!

Nonostante i corsi di meditazione

Di respirazione

Non posso sopportare

Gli arrivisti e i “giornalisti perbenisti” (che fastidio!)

E poi i tronisti presentati come artisti (che fastidio!)

Oppure l’inno nazionale al piano bar

Gli F24, lo spam

Che fastidio! Che fastidio!

Che fastidio!

Io non so più cos’è normale

Ma sono matta io

Ma sono matta io

Ma sono matta

 

di M. Carducci – E. Castroni – E. Ruzzi

 

(Credits: Instagram @ditonellapiaga)