9 Marzo 2026
San Jimmy 2026, tutte le canzoni in gara
Si è appena conclusa la prima giornata del Festival di San Jimmy 2026 e non sono mancate le sorprese, a partire dai brani in gara.
Ringraziamo Gerry Romano in collegamento dalla Sala Stampa e l’impeccabile Letizia Puccioni che ha condotto amabilmente la competizione!
Qui trovate un esaustivo resoconto di quello che è successo!
Si riparte da dove eravamo rimasti, ovvero dal meritatissimo vincitore (EHM… LADRO) dell’ultima edizione di San Jimmy.
Grazie al super successo “Drogati di meno”, torna sul palco dell’Aristronz con un pezzo impegnato.
Ma mai impegnato quanto s’è impegnato l’artista ad articolare le parole complesse presenti in questo brano, che esplora una critica sociale… come se esplorasse una cavità rettale durante una colonscopia…
Di Mele, Pere e Banane,
Anatomia sociale
Canta: Jonny Mele
Entra poi in scena l’unica rappresentante del genere femminile in gara, per dimostrarci che San Jimmy non è un paese per soli uomini.
Dopo giornate passate a swippare a destra su Tinder, bloccare cazzi in chat su Instagram e segnalare vecchi bavosi su Facebook, si leva finalmente una voce.
È l’unica voce femminile, sì, ma anche l’unica artista onesta di questo concorso… talmente onesta che alla domanda “Ti scoperesti Mazzoli?” ha risposto con un sonoro “Bleah!”
Di Abbattista, Giannatempo e il Conato di Vomito
Bleah, che schifo
Canta: Lucilla Abbestia
Cosa succede quando un singolo uomo caucasico si ritrova in mezzo a cinque neri?
Ovviamente canta. Canta a cappella. E che cappellona.
Debutto di questo artista al Festival di San Jimmy che, sposando l’idea di San Francesco d’Assisi — che si è spogliato dei suoi averi terreni — si spoglia di tutti gli strumenti musicali, regalandoci un brano atipico dalle sonorità blues…
Di Alisei, Louis Armstrong e Neil Armstrong:
Me le faccio tutte
Canta: Stecco Bastardo
Se il compianto Christian era considerato lo Julio Iglesias italiano, questo esordiente potrebbe essere paragonato a Ciccio Baronchelli, lo storico zozzone che faceva i panini fuori dalla discoteca “Nautilus” di Cardano al Campo, in un tempo ormai remoto.
Porta una ballata dal sapore latino, con un testo molto semplice che farà sicuramente impazzire i milanesi, i luganesi e il cartello di Medellín.
Ma si sa… lui ha naso per queste cose.
Di El Chapo, Montana e Escobar:
Coca Bamba
Canta: Cristiano
Dopo cinque edizioni passate a scrivere testi sofisticati, che di conseguenza non hanno ottenuto punteggi solidi (né la comprensione di un cazzo di nessuno), il lunghissimo e superdotato Fraprosdoketon ha scelto la via del less-is-more, con un testo semplice e un ritornello TikTok-kabile, il tutto condito con salsa piccante e acca aspirate.
Di Maggioni, Viale e Bad Bunny:
Pianeta Calabria
Canta: Fraprosdoketon
Un capello bianco, una stanchezza innaturale e un solco lungo il viso. E no… non come una specie di sorriso, ma piuttosto una richiesta d’aiuto.
Un grido silenzioso dell’iconico regista (nano) del programma più ascoltato d’Italia, che dopo anni di markette desidera soltanto appendere il pallone da basket al chiodo e godersi la sua magione a Cormano, le sue pantofole di Michael Jordan e tutte le repliche di Beautiful da qui fino alla fine dei tempi.
Di Palmieri, Palmazzi e Pippati:
Voglio andare in pensione
Canta: Pippo Palmieri
Un sodalizio artistico che ha fatto la storia di questo festival, plagiando qua e là, senza mai riuscire a vincerlo, nemmeno in tour come unici concorrenti…
Da sempre impegnati nel trattare temi sociali, quest’anno, invecchiati e marciti, ci raccontano il dramma di essere genitori di figli adolescenti, esplorando gli effetti che questo delicato periodo di vita puo’ avere sui padri che vengono sfanculati facilmente. Insomma, proprio come quella serie di Netflix, Adolescence…ah e giusto per rimanere in tema di plagi: anche il titolo e’ lo stesso.
Di Fabio, Jacopo e Maddalena Borghini, Vincenzo, Elia e Milo Giannatempo:
Adolescenza
Cantano… I Depesce
Ma cos’è un cowboy… senza il suo cappello?
Cos’è Superman… senza il suo mantello?
Cos’è Thor senza… il suo martello?
E cos’è Tony Cazzo… senza il suo pisello?
Ma no, sciocchini, non quello di carne.
Parlo della leggendaria toppa ricamata su un’altrettanto leggendaria giacca perduta…
Per la prima volta al Festival di San Jimmy, un artista proveniente dagli anni ’90.
Di Eiffel, Sixty e Five:
Giacca di jeans
Canta: Tony Cazzo feat. Patrizzia
E infine, last but not least, dopo diversi San Jimmy sotto mentite spoglie, questo artista ha scoperto sé stesso nell’ultima edizione mettendo in gioco non solo la sua faccia, i suoi polsi abominevoli e le sue gambe corte, ma addirittura il suo vero nome e cognome.
E per quanto bravo con l’IA, ha addirittura utilizzato la sua voce.
Qui ogni rifermento a cose e persone non e’ affatto puramente casuale, ma attentamente cercato e studiato.
Questa è una canzone che è una sega allo specchio: autocelebrativa ed egoriferita.
E tra un “gne gne gne siamo i numeri uno” e l’altro,
non possiamo che dire solennemente “cazzo, pero’ hai proprio ragione!”
Di Mazzoli, Ligabue e DJ Zak
L’ultima Merda
Canta: Marco Mazzoli
Che la sfida abbia inizio! Si vota a questo link fino a giovedì 12 marzo ore 15.30.
E dopo? Dopo ve lo diciamo!!!