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La vecchiaia secondo la Generazione Z: ecco cosa pensano

Un sondaggio svela la percezione della Gen Z sull'invecchiamento: tra declino tecnologico, bellezza e la soglia dei 60 anni che spaventa i giovani

17 Marzo 2026

L’idea di invecchiare cambia radicalmente a seconda di chi hai davanti. Se lo chiedi a un ventenne, i sessant’anni sembrano un traguardo lontanissimo e quasi spaventoso. 

Un nuovo sondaggio condotto da Age Without Limits ha cercato di dare un numero a questa percezione e per la Generazione Z, la vecchiaia inizia ufficialmente…a 62 anni.

 

La visione della Gen Z

I dati emersi dipingono un futuro abbastanza rigido per chi sta finendo l’università oggi. Secondo gli intervistati:

  • A 56 anni si smette di essere attraenti per la moda attuale
  • A 59 anni iniziano le prime vere difficoltà con la tecnologia
  • A 62 anni scatta il declino cognitivo

Il 20% dei ragazzi non crede che avrà un bell’aspetto da grande e uno su quattro teme di restare solo o con una salute precaria. In pratica, la Gen Z ha assorbito lo stesso panico anti-invecchiamento che la cultura promuove da anni.

C’è però un lato positivo: i giovani sono molto più ottimisti dei Baby Boomer sul valore che le persone anziane possono ancora dare nel mondo del lavoro.

 

La scienza smentisce i pregiudizi

Ovviamente, fissare il limite a 62 anni non trova riscontro nella realtà biologica. Molti studi nella ricerca mostrano che le funzioni psicologiche e cognitive rimangono solide fino ai 60 anni inoltrati. Il declino evidente arriva molto più tardi.

La Gen Z ha solo anticipato i tempi di un pregiudizio che ha ereditato e che ora, semplicemente, riporta in un sondaggio.