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Miley Cyrus: “Droghe e alcol? Vivevo in uno stato di euforia”

La cantante racconta il ritorno a “Hannah Montana” e la riconciliazione con il passato

24 Marzo 2026

A vent’anni dall’esordio di Hannah Montana, Miley Cyrus guarda indietro senza filtri e con una nuova consapevolezza. La cantante, oggi 33enne e vincitrice di un Grammy Award, celebra l’anniversario con uno speciale su Disney+ e approfitta dell’occasione per raccontare il suo percorso, tra fama precoce, adolescenza sotto i riflettori e rinascita personale.

 

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In un’intervista a Variety, l’artista descrive la propria identità come un mosaico costruito nel tempo, senza cancellare le fasi più controverse. “Molti artisti pensano che per diventare la versione migliore di se stessi debbano lasciarsi qualcosa alle spalle, ma io preferisco essere come una splendida coperta patchwork. Preferisco prendere ogni piccolo pezzo di tutto ciò che sono stata e creare un mosaico che rappresenti esattamente chi sono ora, senza buttare via nulla del passato, ma permettendogli di accompagnarmi.

 

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La fama da bambina e il ruolo della famiglia

Ripensando agli inizi nella serie Disney, Cyrus sottolinea il ruolo protettivo della famiglia, elemento che considera fondamentale per affrontare la notorietà precoce. I genitori, racconta, non avevano bisogno del suo successo e questo ha reso il percorso meno pressante rispetto ad altri giovani artisti. “I miei genitori non avevano bisogno che fossi famosa per sopravvivere o per avere una vita stabile. A molti di questi ragazzi capita che i genitori lo desiderino più di loro, oppure che si ritrovino a dover provvedere all’intero reddito familiare. Non è mai stato il mio caso. Ogni centesimo che ho guadagnato è finito sul mio conto in banca perché i miei genitori sono stati generosi”.

La presenza del padre sul set ha rappresentato anche una forma di tutela costante. “Mio padre era sul set tutti i giorni, quindi non c’era nulla che potesse accadere di cui lui non fosse a conoscenza. Non c’era mai un momento in cui ero da sola in quel camerino.

 

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L’adolescenza sotto i riflettori e la rottura dell’immagine Disney

Dopo la fine di Hannah Montana, Miley Cyrus affrontò una fase di trasformazione radicale, tra provocazioni pubbliche e scelte artistiche divisive, come nel periodo di Wrecking Ball. Un passaggio che oggi interpreta come evoluzione naturale e non come rifiuto del passato. “Non stavo cercando di far morire Hannah. Stavo solo evolvendo”.

La cantante riconosce che crescere davanti al pubblico è stato complesso, ma anche determinante per la sua identità artistica. “Essere riconoscibile come un’adolescente che attraversa diverse fasi e tappe a volte era imbarazzante, ma è questo che mi ha aiutato a entrare in sintonia con i ragazzi che mi guardavano da casa”.

 

Gli eccessi, la sobrietà e la nuova prospettiva

Cyrus parla apertamente anche degli anni segnati da droghe, alcol e ricerca di euforia, culminati nella decisione del 2020 di scegliere la sobrietà. “Non sorprende che io abbia avuto esperienze con droghe e alcol. Ero così abituata a vivere in uno stato di euforia, e non credo di aver mai imparato a scendere da quella spirale. Ora, con una prospettiva più lucida, riesco ad avere compassione e comprensione per me stessa”.

Oggi la cantante racconta una fase più stabile, in cui il passato non è più un peso ma parte della sua storia. “La mia vita è meravigliosa. Non mi sento più come se stessi nuotando controcorrente”. E guardando alla percezione pubblica aggiunge: “Mi piace come la gente mi vede. E quando ho lasciato Hannah e ho pubblicato Bangerz, non la pensavo così”.

 

 

(Credits: Instagram @mileycyrus)