21 Aprile 2026
New York, via libera per tassare i super ricchi
Contro la desertificazione sociale ed economica, New York, o meglio il suo sindaco Zohran Mamdani, sceglie la super tassazione.
Uno dei punti forti della campagna elettorale del primo cittadino socialista è proprio quella di immettere una sovrattassa sui pied-à-terre di valore superiore a 5 milioni di dollari.
Tax the Rich Pay the People Spread the Power, recita il movimento dei Patriotic Millionaires, ai quali l’idea di Mamdani è piaciuta assai.
Insomma, contro gli uffici semi vuoti, il commercio che arranca, il turismo altalenante e la desertificazione urbana, quella di tassare i più ricchi appare, oltre che una provocazione, la soluzione per rafforzare il tessuto urbano.
Del resto New York sta perdendo quell’allure così affascinante che le era propria: una perdita di identità inaccettabile che, se dovesse verificarsi anche la fuga dei Paperoni, finirebbe per accompagnarsi alla perdita dei servizi essenziali, dai trasporti all’istruzione.
Secondo i Patriotic Millionaires la faccenda è ben più che una semplice questione di equità.
Tassare i super ricchi diventa una forma di manutenzione di un sistema che al momento sta diventando molto, troppo fragile.
Occorre reinvestire in trasporti pubblici efficienti, in alloggi accessibili, in una rete di servizi per i non appartenenti alla casta dei Paperoni: solo così si potrebbe strategicamente preservare quella diversità sociale che da sempre è il motore pulsante dell’innovazione urbana.
Il bivio era sotto gli occhi di tutti ed è comune a molti grande città: preservare le grandi ricchezze a scapito di una città viva, oppure ridistribuire quelle grandi ricchezze per generare vita?
Ecco, il nodo è tutto qui: colpire i più ricchi per evitare proprio che le città del futuro diventino gusci scintillanti ma vuoti.