13 Luglio 2026
Trova una borsa con 7mila dollari e la consegna al Comune: il giudice stabilisce che la somma torni a lei
Estate 2022, una dipendente della linea dei vaporetti di Venezia trova una borsa abbandonata durante il proprio turno di lavoro.
Al suo interno solo alcune caramelle, pochi oggetti personali e la somma di 7mila dollari in contanti, tutti in banconote da 100 dollari.
Ligia al regolamento comunale, la donna consegna tutto immediatamente all’ufficio degli oggetti smarriti, augurandosi che il legittimo proprietario possa essere identificato e ricevere così quanto ha perso sul vaporetto.
Ma nella borsa, oltre ai soldi, non sono presenti documenti o altri elementi utili a identificare il proprietario e secondo l’articolo 929 del Codice Civile, se entro un anno il proprietario in questione non reclama quanto ritrovato, il bene passa a chi lo ha rinvenuto, in questo caso la dipendente del vaporetto.
Nonostante la normativa, il Comune di Venezia ha ritenuto muoversi diversamente: a suo dire infatti la dipendente avrebbe trovato la borsa con i soldi non da semplice cittadina, bensì da dipendente e durante lo svolgimento delle proprie mansioni lavorative, motivo per cui trattiene la somma nelle casse comunali.
La donna, trascorso un anno dal ritrovamento e non essendosi presentato alcun legittimo proprietario, a fronte della decisione del Comune decide di rivolgersi alla giustizia.
Nel 2024 presenta ricorso al Giudice di Pace di Venezia, che accoglie le sue richieste, emette un decreto ingiuntivo nei confronti del Comune per il pagamento dei 7mila dollari convertiti in euro, oltre agli interessi maturati.
Colpo di scena: il Comune è irremovibile e non esegue il provvedimento.
La donna torna di nuovo davanti al giudice che, confermando la propria decisione, impone al Comune la restituzione della somma.
Che abbia agito da cittadina o da lavoratrice, quei soldi spettano a lei per legge.