15 Luglio 2026
Quanto tempo, in una vita intera, trascorrerai on line?
Sempre più connessi, sempre più dipendenti dalla tecnologia per qualsiasi cosa, dai pagamenti all’accesso ai propri dati sanitari: ma quanto tempo trascorriamo online, nel corso di una vita intera?
La risposta è paralizzante.
L’italiano medio, secondo uno studio condotto da NordVPN, azienda di cybersecurity, trascorrerà 25 anni (VENTICINQUE ANNI), 6 mesi e 1 giorno della propria vita connesso a internet.
Come afferma Marijus Briedis, Chief Technology Officer di NordVPN, siamo di fronte a un cambiamento radicale nel modo di vivere, stiamo assistendo a una vera e propria colonizzazione del nostro tempo da parte delle piattaforme digitali e il confine tra vita reale e vita online si è dissolto.
A occupare un’ampia fetta di tempo è l’intrattenimento, con 6 ore e 34minuti a settimana di visione serie tv e film in streaming, seguito dalla musica per 4 ore e 20 minuti, dai video online per 4 ore e 19 minuti e infine i social media, che occupano 3 ore e 7 minuti alla settimana.
Si sta facendo un proprio spazio anche l’intelligenza artificiale, a cui gli italiani attualmente dedicano 53 minuti a settimana, ma gli esperti assicurano che questo dato è destinato ad aumentare.
Le conseguenze immediate sono note a tutti: più tempo trascorriamo online e maggiormente siamo esposti a truffe e sovraesposizione dei dati personali.
Gli italiani, ad esempio, nonostante le raccomandazioni in materia di sicurezza, condividono online nome e cognome senza remore (64%), la propria data di nascita (66%) e l’indirizzo di casa completo (43%).
La semplice fruizione di contenuti è stata superata da diverso tempo da un rapporto di dipendenza patologico con la tecnologia: basti considerare ad esempio che il 29% dei soggetti intervistati ha ammesso di controllare i social media mentre sta guardano un contenuto in streaming tv.
L’eccessiva confidenza con l’AI, diventata pericolosamente una camera caritatis dove riversare di tutto, da richieste di consigli sulla propria vita privata con tanto di dettagli a condivisione di dati sensibili personali, aumenta significativamente la nostra fragilità.
Come proteggersi quindi, nei limiti del possibile, visto che tutto ormai passa attraverso il digitale, tanto da esserci trasformati in entità digitali?
Massima prudenza nei confronti di link esterni, email, messaggi provenienti da mittenti sconosciuti, evitare di condividere dati personali e finanziari su piattaforme di intelligenza artificiale, controllare eventuali fughe di dati e cambiare spesso le proprie password, infine affidarsi a software di sicurezza affidabili e riconosciuti.
E non dimenticarsi mai il buon senso: nasciamo esseri fisici, ancor prima che digitali. Manteniamo la nostra essenza.