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Scoperto il pianeta più giovane al mondo che frantuma ogni record

La scoperta sensazionale del pianeta Elias 2-24 b e il primato cosmico

22 Settembre 2026

L’esplorazione spaziale ha appena riscritto i libri di astronomia grazie a una scoperta epocale rilanciata dalla NASA: gli scienziati hanno confermato l’esistenza del pianeta più giovane mai identificato con assoluta certezza. Battezzato con il nome di Elias 2-24 b, questo vero e proprio neonato cosmico si trova a circa 450 anni luce dalla Terra e orbita attorno alla giovane stella Elias 2-24. 

 

Parliamo di un gigante gassoso paragonabile per massa a Giove, ma con un’età inferiore a 1 milione di anni. Un battito di ciglia su scala astronomica, soprattutto se confrontato con i 4.5 miliardi di anni del nostro sistema solare. Prima di questa conferma ufficiale, i pianeti più giovani conosciuti superavano i 5 milioni di anni di età: il nuovo record permette agli astronomi di osservare per la prima volta un pianeta praticamente mentre sta ancora completando la sua nascita all’interno del disco protoplanetario di gas e polveri.

 

Dalle osservazioni ALMA e ESO alla conferma del telescopio Keck

La caccia a questo corpo celeste è iniziata anni fa grazie ai dati raccolti dal radiotelescopio ALMA in Cile, che aveva individuato una netta lacuna nel disco di polveri circumstellare, compatibile con il passaggio di un pianeta in formazione. Successivamente, il Very Large Telescope dell’ESO aveva intercettato un debole punto luminoso nella stessa area. La svolta definitiva è arrivata riesaminando le osservazioni d’archivio del Keck Observatory alle Hawaii, effettuate nel 2018 e nel 2020

Sfruttando un avanzato coronografo per schermare la luce accecante della stella madre, i ricercatori hanno tracciato il movimento nello spazio del punto luminoso, escludendo qualsiasi anomalia ottica o stella di fondo. Il pianeta si muove sincrono con il sistema, confermando le ipotesi. Tuttavia, la posizione di Elias 2-24 b a una distanza stimata pari a circa 55 volte quella tra Terra e Sole sfida i modelli scientifici tradizionali, secondo cui la nascita di un gigante gassoso richiederebbe almeno 5 milioni di anni a quelle distanze. Studiare questo laboratorio naturale permetterà di svelare i segreti della formazione planetaria e l’evoluzione iniziale del nostro stesso cosmo.

 

(Immagini generate con IA)