Vai al contenuto
Home » Articoli » Tutto news » Rkomi, “A MEZZ’ORA DA MILANO”: testo e significato

TUTTO NEWS

Rkomi, “A MEZZ’ORA DA MILANO”: testo e significato

Con Khodi, Rkomi trasforma la distanza da Milano in una metafora di radici, successo e identità

2 Ottobre 2026

Milano è lì, a mezz’ora. Ma nel nuovo brano di Rkomi con Khodi quella distanza pesa molto più dei chilometri. A MEZZ’ORA DA MILANO, uscito il 2 ottobre, anticipa l’EP A MILANO del 9 ottobre e trasforma la città in qualcosa di più di uno sfondo: un punto di riferimento da inseguire, lasciare e continuare comunque a sentire addosso.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da mirko (@rkomi)

 

Il significato di “A MEZZ’ORA DA MILANO”

Il pezzo alterna autobus, metro, vetrine, soldi e auto costose, mettendo a confronto chi parte con poco e chi sembra avere già tutto. Rkomi torna così su un tema centrale del suo percorso: cambiare vita senza cancellare le proprie origini. Il successo porta con sé compromessi, aspettative e la sensazione di non sentirsi mai davvero arrivati.

 

Come ricorda Billboard Italia, il singolo fa parte del progetto che celebra i dieci anni da Dasein Sollen. La “mezz’ora” del titolo non è solo geografica: Milano diventa anche una distanza emotiva, abbastanza vicina da farsi sentire ma mai del tutto raggiunta.

A MEZZ’ORA DA MILANO non è una cartolina sulla città, ma un pezzo su quanto si può cambiare senza smettere di fare i conti con ciò che eravamo.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da mirko (@rkomi)

 

Il testo

Se tutto ha un prezzo, allora compro
Il tempo è oro, allora conto
In questo autobus di stronzi sono tutti imprenditori
Che si amano l’un l’altro, roulette e tiro al bersaglio
Pesava la mia bilancia, un pirata senza più radar
Io fumavo l’erba, tu, tu legavi fiori
Baraccopoli in quartiere come fili di un maglione
Guardavamo le vetrine dalla metro
Guardavam le signorine andare in centro

 

Ho letto, ho detto a Mirko: “Siamo ancora in pieno inverno”
“Io sono il problema”, perché escludi sia l’inverso?
Ritorna malessere, se è quello che c’è, investo
Ho temporeggiato, adesso non sono più in tempo
Ho visto la gente col talento senza sapere di avercelo
Sto capendo come farlo però senza chiederlo
Vorrei sentirmi più intimo ma senza condividerlo
Ci ho messo il sangue sopra solamente per condirlo

 

Anche se adesso ho il culo su una turbo Superuote
Scendo in tuta, è tutta nelle buste della Conad
Se a piedi non bastano i passi e non passano i taxi
Li farò, farò fare ai fatti
Mi hai detto: “Solo un’ora”
Me ne è bastata meno
Quando torno, si ricordano
Quando torno, mi ricovero

 

Giro meglio da quando è cambiato il ritmo
Cambia forma e formerò da formulario, la
La formula è una singola e funziona a ritornelli
Le sviscere di cervelli, tra i viscidi e le cancelli
Circolando in strada, cingolato
Mi sento in forma, formato A4 accartocciando
Coraggio, scendo da solo, colando dal pa-palazzo
Lo accetto paparazzato
Sono Rio de Janeiro, riot per davvero
Guarda che non c’è Sorrentino nel tuo Lumia
Guarda che non devi dimostrare nulla
Avevo cinque cell, tu cinquecentomila dead
Senza piano A né piano cottura
Hai pensato in bianco e la metà erano complessi
Hai fatto le scelte e la metà eran compromessi
Ho letto i commenti e la metà sono repressi
Ho visto il tuo ufficio e la metà sono depressi

 

Anche se adesso ho il culo su una turbo Superuote
Scendo in tuta, è tutta nelle buste della Conad
Se a piedi non bastano i passi e non passano i taxi
Li farò, farò fare ai fatti
Mi hai detto: “Solo un’ora”
Me ne è bastata meno
Quando torno, si ricordano
Quando torno, mi ricovero

 

 

 

(Credits: Instagram @rkomi)