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“Formato non riconosciuto”: il ritorno di Immanuel Casto tra satira, electro-pop e provocazione

A quattro anni dal precedente lavoro in studio, il "Casto Divo" pubblica il suo nuovo album per Freak&Chic

7 Ottobre 2026

di Andrea Benatti

A quattro anni di distanza dalla sua ultima fatica musicale “Malcostume”, Immanuel Casto torna con “Formato non riconosciuto” il suo quinto album in studio, già disponibile in tutti gli store digitali; l’album è accompagnato dal tour autunnale, presentato con due date di preview la scorsa primavera.

Il Casto Divo annuncia un disco che, già dal titolo, spiega la sua natura: un progetto fuori dagli schemi, che il sistema non riesce a catalogare.

E’ un po’ quando un computer non apre un file, infatti, non dice che il file è sbagliato, ma solo che non riconosce il formato: il limite non è del file stesso, ma di chi non ha gli strumenti per leggerlo.

 

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“Formato non riconosciuto” raccoglie dieci canzoni dove l’assurdo e l’ironia diventano modi per sentirsi liberi e per guardare da vicino temi importanti di oggi: si passa con disinvoltura dalla politica che si perde in discussioni di facciata mentre la vita di tutti i giorni resta senza tutele – nel brano”Fidel Casto”- fino al desiderio raccontato come una storia di fantascienza in“Amore alieno“.

Ritroviamo poi il lato più divertente e pop dell’artista, dove persino un commercialista alle prese con le tasse diventa un’inaspettata icona di seduzione in“Scende in pista il commercialista”.

C’è spazio anche per una critica diretta al presente: l’attacco all’informazione di oggi in “Technocrazia” e il no deciso alle pressioni della società, che ci chiede sempre di produrre o fare figli per giustificare il nostro posto al mondo, in “Non produco e non mi riproduco”; a chiudere il disco c’è la traccia finale “Formato non riconosciuto”, una ballad che si chiede come si fa a sopravvivere quando non si viene riconosciuti, ricordando che non tutti ce l’hanno fatta, perché «scrivere una canzone consolatoria fingendo di non saperlo mi sembrava disonesto».

Il lavoro si fa anche più intimo e profondo quando affronta la neurodivergenza – in“Rumore bianco” – o l’intelligenza artificiale vissuta come il partner perfetto in “Ai Lover”, un’entità creata solo per accontentarti senza mai darti torto.

 

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L’album è una dedica aperta: «A chi cambia forma così spesso che gli altri rinunciano a definirlo. A chi ha capito che capire se stessi non significa trovare un’unica etichetta, che torni sempre, ma accettate di essere un puzzle complesso, fatto di pezzi che a volte non sembrano nemmeno dello stesso gioco. A chi tiene insieme mestieri, passioni e battaglie che sulla carta non dovrebbero coesistere; e invece convivono, si scontrano, si completano. A chi non si ritrova nella polarizzazione, e fatica a riconoscersi completamente in uno schieramento unico, qualunque esso sia. A chi si accetta un pezzo alla volta, nei giorni buoni, e si sopporta appena negli altri. A chi ha il conto in rosso e la testa piena di idee, e non sa mai bene quale delle due cose lo tenga sveglio la notte. A chi è esploso almeno una volta, in silenzio o a pezzi, e ha dovuto ricostruirsi da lì. A chi balla, suda, desidera. A chi ha imparato ad amare l’ignoto più della certezza, perché nell’ignoto, almeno, non c’è ancora un formato da rispettare. Dedicato a chi ha rinunciato a mettere ordine e prova a dare al disordine la dignità che merita.»

“Formato non riconosciuto” è il disco di un artista che non si può ingabbiare in un’unica definizione: Immanuel Casto usa un linguaggio tutto suo che, una volta ascoltato davvero, sa conquistare grazie alla sua capacità di raccontare il nostro tempo mescolando con intelligenza satira, provocazione, divertimento e lucidità.

Fonte: recensiamomusica.com

Instagram: immanuelcasto