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Rkomi e il nuovo singolo “Carica”: testo e significato

“Carica”: il riscatto dal blocco, il vanto del rap e le radici in Calvairate

9 Ottobre 2026

Rkomi torna con Carica, tra i brani più rappresentativi del suo album ep A Milano. 

 

 

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Il pezzo riconnette l’artista milanese alle sue radici rap più schiette e viscerali, celebrando il percorso che lo ha portato dalla vita di quartiere fino ai vertici della musica italiana.

 

Il significato di “Carica”

In Carica Rkomi propone un brano serrato ed energico che trasforma le difficoltà del passato nel carburante per il presente. 

Attraverso immagini d’impatto, come i ricordi dell’adolescenza nel rione di Calvairate, il testo mette a confronto la fame delle origini con l’ostentazione superficiale della scena attuale.

 

 

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Il punto di forza del pezzo sta proprio nella consapevolezza del proprio valore e nel contrasto tra chi rincorre i simboli di ricchezza e chi, come lui, ha cambiato vita grazie alle rime. 

Il finale parlante sottolinea come l’autocelebrazione del rap non sia un semplice vanto, ma la prova concreta del proprio talento e del riscatto ottenuto.

 

Il testo

Visto che stavo tanto in piazza ho comprato tutta la strada

Sai la musica è mia mamma portale la spesa a casa

Ho amici che son distratti, concedigli qualche riga

I miei amici sono agitati, concedigli qualche mitra

Mamma diceva sempre “potere nelle parole”

Però non conosce Peppe e il suo amore per le pistole

Da come entro duramente mi chiamano “Materazzi”

La musica sta morendo, sto a cena con i cadaveri

 

Le faccio vedere Como, la bacio sul balcone

Le faccio vedere come veste bene quel milione

Una strage di incapaci, rapper portachiave

Ti compri la catena prima ancora di firmare

Volevo cambiare strada ma ho preso l’edificio

Una vita di drama poi diventata un video

Ho avuto trenta motorini e manco uno mio

 

Volevo offendere un rapper ma ho fatto un omicidio

È carica, troppo fuoco nemico per farti amico

È carica, volevo offendere un rapper, ho fatto un omicidio

È carica, troppo fuoco nemico per farti amico

È carica, volevo offendere un rapper, ho fatto un omicidio

 

Uscivo dal blocco solo il venerdì

Facevamo qualche portafoglio e qualche Beverly

Vuoi diventare uomo, devi sopportare i vuoti

Cosa c’è meglio di me? Solamente due Rkomi

Senti, spero che il mio sangue sporchi una decappottabile

Mentre esco dalle casse ti passo dentro al cranio

Hai detto “Mirko mi mancavi”, sto scopando il rap in Ita

È che poi non vengo mai perché non è più il mio tipo di tipa

 

Le faccio vedere il duomo, la porto sul balcone

Le faccio vedere dopo Calvairate, il mio Rione

È una strage di incapaci, rapper portachiave

Ti compri la catena prima ancora di firmare

Volevo cambiare strada ma ho preso l’edificio

Una vita di drama poi diventata un video

Ho avuto trenta motorini e manco uno mio

 

Volevo offendere un rapper ma ho fatto un omicidio

È carica, troppo fuoco nemico per farti amico

È carica, volevo offendere un rapper, ho fatto un omicidio

È carica, troppo fuoco nemico per farti amico

È carica, volevo offendere un rapper, ho fatto un omicidio

 

Anche quando un rapper sta solo rappando di quanto si stia divertendo

c’è qualcosa di un po’ più profondo in corso,

è come una metafora per sé stessa

se riesce a dire quanto sei pazzo, grande, drogato, innamorato in un modo completamente originale,

la rima stessa diventa la prova della verità del vanto

E ci sono sempre strati più profondi di significato sepolti nei versi più autocelebrativi

 

 

(Credits: Instagram @rkomi)