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Elisa conferma la fine del matrimonio con Rigonat: “Sono sola”
La cantautrice presenta il mediometraggio diretto da Ludovico Boccianti prima del lancio del suo dodicesimo album
16 Ottobre 2026
Una dichiarazione di disarmante fragilità ed estrema verità emotiva rompe il silenzio sulla vita privata di una delle voci più amate della musica italiana. La cantautrice Elisa ha confermato ufficialmente la fine del matrimonio con il chitarrista e produttore Andrea Rigonat, con cui ha condiviso decenni di vita e di successi professionali. L’annuncio arriva attraverso il trailer di Kintsugi… e sono la mia opera, un mediometraggio della durata di 44 minuti diretto dal regista Ludovico Boccianti. Nel film l’artista affronta a viso aperto la propria solitudine affermando: “Sono sola”. Nel trailer dell’opera la cantautrice riflette poi sul proprio momento interiore confidando: “Avere il cuore spezzato alla mia età è qualcosa che ha quasi a che fare con la tenerezza”.
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Il progetto audiovisivo verrà presentato in anteprima venerdì 23 ottobre 2026 alla Festa del Cinema di Roma nella sezione Special Screenings presso il Teatro Olimpico Acea alle ore 18,30, dove l’artista sarà presente insieme al regista Ludovico Boccianti. Il film approderà successivamente nelle sale cinematografiche con 3 proiezioni evento a partire dal 26 novembre, anticipando di un giorno la pubblicazione del suo dodicesimo album di inediti intitolato Kintsugi, atteso nei negozi per venerdì 27 novembre.
Il significato della filosofia giapponese e la danza come liberazione
Il titolo dell’opera si ispira alla celebre arte tradizionale giapponese del kintsugi, una tecnica che ricompone i vasi di ceramica frantumati saldandone le crepe con lacca impreziosita da polvere d’oro. Invece di nascondere le fratture, il metodo le esalta trasformando il dolore e la fine di una relazione in un elemento di bellezza e nuova consapevolezza.
Nel mediometraggio Elisa sceglie di esprimere questo percorso interiore non soltanto con la voce, ma anche attraverso il corpo e l’arte della danza, raccontando il proprio riscatto personale con una potente affermazione: “Ho finalmente trovato il coraggio di ballare senza più chiudermi dietro a una porta”.
Accettando le fragilità senza ricorrere a narrazioni scandalistiche, l’artista rivendica l’autonomia della propria identità e la libertà di mostrarsi senza filtri. L’opera si rivela così un ritratto autentico della donna oltre il personaggio pubblico, condensato nella frase simbolo che chiude il trailer: “Sono libera e liberata e sono la mia opera”. Con questo lavoro firmato insieme al regista Ludovico Boccianti, la cantante dimostra che la vera rinascita comincia nel momento in cui si smette di nascondere le proprie ferite.
(Credits: YouTube @elisatoffoli)