Addio a Faletti. Era abituato a cambiare pelle, mostrando sempre un nuovo volto del suo carattere e una nuova forma per declinare la sua arte poliedrica. Giorgio Faletti però non sarà più né Vito Catozzo, né il cantante di successo che ha emozionato a sorpresa il pubblico di Sanremo nel 1994, né tanto meno l’autore di bestseller come “Io uccido”. Perché l’artista, nato ad Asti nel 1950, si è spento questa mattina all’ospedale delle Molinette di Torino, dove era ricoverato a causa di un tumore. Il suo ultimo messaggio sul sito ufficiale comunicava l’annullamento degli impegni estivi perché i problemi di salute gli impedivano di sostenere gli spettacoli. E sempre in rete, in queste ore, si sta generando una reazione di tristezza e sgomento da parte del mondo dell’arte, con tantissimi personaggi noti del mondo dello spettacolo – da Red Ronnie a Simone Cristicchi, da Luca Carboni a Roberto Vecchioni – tutti uniti nel dolore per la scomparsa di un amico.
Vita in note e arte. Giorgio Faletti aveva dato tanto al mondo della musica. La sua canzone più celebre fu quella “Signor Tenente” che, presentata sul palco dell’Ariston tra lo scetticismo generale, colpì tutti parlando di stragi di mafia e scardinando il binomio cuore-amore tipico della kermesse sanremese. Con quella canzone vinse il premio della Critica e arrivò secondo nell’edizione del 1994. Ma di Giorgio Faletti si ricordano anche la colonna sonora per il telefilm “Colletti Bianchi”, oltre agli album “Condannato a ridere”, “Come un cartone animato”, “L’assurdo mestiere” e “Nonsense”. Nel 2012 uscirono i due album “Quando” e “Ora”, allegati al libro “Quando & Ora” con Giorgio Faletti che è stato anche autore, tra gli altri, per interpreti come Mina, Fiordaliso, Gigliola Cinquetti e Angelo Branduardi.
Addio a Giorgio Faletti
Si è spento a Torino, all'età di 63 anni, Giorgio Faletti: tra gli esordi da comico e la carriera di scrittore, un lungo amore per la musica
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