Amy Winehouse, Blake Fielder-Civil: “Non sono responsabile per la sua morte”
L'ex marito della cantante ribatte alle accuse di essere il colpevole della dipendenza di Amy ad eroina e crack
22 Giugno 2015
Amy Winehouse, Blake Fielder-Civil: “Non sono responsabile per la sua morte”. L’ex marito della cantante ha ribattuto alle accuse di essere il colpevole per la caduta nella dipendenza e l’eventuale morte di Amy. Fielder-Civil che ha un passato fatto di dipendenza da eroina e crack è stato spesso accusato di aver introdotto la Winehouse nel mondo delle droghe pesante e del fatto di essere stato colpevole della sua morte prematura nel 2011. Nel corso di una nuova intervista rilasciata in occasione del documentario sulla vita della Winehouse, Fielder-Civil ha siegato di non essere il cattivo della situazione: “Non credo proprio di essere io la causa della sua rovina. Penso che ci siamo trovati come persone e le persone devono rendersi conto del fatto che lei era affette da alcune dipendenze anche prima di conoscermi – ha dichiarato in un’intervista al Rimes – Non era una persona felice o una ragazza in ordine. E trovo davvero irrispettoso considerare me come il burattinaio cattivo e machiavellico. In questo momento sono ancora innamorato di una persona che non è più qui con noi. La penso ogni giorno. Ed a volte ho la sensazione di essere bloccato in questo sentimento. Non so come e se andare avanti”.
La riconciliazione. Tra i suoi “nemici” Blake ha sicuramente Mitch Winehouse, papà di Amy, che lo attacca ad ogni occasione buona. Ma l’ex marito della cantante prova a tendere il ramoscello d’ulivo: “Mi piacerebbe parlare con Mitch in maniera sincera e genuina, anche per chiedere il suo perdono per il ruolo che ho avuto in quello che è successo. Ma continuo a sostenere che non sono responsabile per la morte di Amy. Le accuse nei miei confronti non sono giuste”.