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SANREMO 2026

Anche Alicia Keys si fa aiutare dal gobbo: il video virale

Il ritorno del gobbo: quando l’italiano diventa una sfida mondiale

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All’Ariston non si è acceso solo il duetto tra Alicia Keys ed Eros Ramazzotti. A catturare l’attenzione del pubblico – e soprattutto dei social – è stato il ritorno di un protagonista silenzioso ma decisivo: il gobbo elettronico. Mentre le note di L’aurora riempivano il teatro, la popstar newyorkese alternava intensità vocale e rapide occhiate strategiche verso il monitor. 

Il motivo? Sullo schermo scorrevano sillabe spezzate, vocali allungate, accenti domati: una vera e propria trascrizione fonetica studiata per domare le insidie della lingua italiana. Poche ore prima, l’artista aveva promesso emozione pura: “Cantare in italiano sarà una magia”. E la magia c’è stata, ma con metodo. Perché dietro l’interpretazione impeccabile si nascondeva un lavoro minuzioso di adattamento linguistico. Le immagini rubate dai fotografi raccontano concentrazione assoluta: occhi leggermente socchiusi per mettere a fuoco il testo a distanza, ritmo mai perso, intonazione salda.

@gabrieleghighi Sanremo 2026 come La cantante Alicia Keys ha letto il gobbo per essere impeccabile nella pronuncia.. Seguimi per altri contenuti #aliciakeys #sanremo #erosramazzotti #musica #italia ♬ 欠けた扉 – yasuhiro soda

Il precedente olimpico e l’effetto déjà-vu

La scena ha inevitabilmente richiamato un episodio recente: alle Olimpiadi di Milano-Cortina, anche Mariah Carey aveva affrontato l’italiano con l’aiuto di una trascrizione simile durante Nel blu dipinto di blu. Da allora, il pubblico ha imparato a riconoscere quei trattini salvifici e quelle vocali strategicamente raddoppiate.

Con Alicia Keys il copione si è ripetuto, ma con un dettaglio in più: la naturalezza. Nessuna esitazione plateale, nessun sorriso imbarazzato. Solo la scelta consapevole di non lasciare nulla al caso. Perché l’italiano, melodico e seducente, è anche pieno di trappole: doppie che cambiano significato, accenti che spostano il senso, suoni come “gn” e “gl” che mettono alla prova anche le voci più allenate.

Il web tra ironia e immedesimazione

In pochi minuti, gli screenshot del monitor hanno invaso le piattaforme. Meme, zoom sulle sillabe, paragoni con le interrogazioni di inglese al liceo. Il tono? Più complice che critico. Molti utenti si sono riconosciuti nella scena: l’artista pluripremiata che, davanti a una lingua non sua, sceglie l’umiltà della preparazione.

Il gobbo, da strumento tecnico invisibile, si è trasformato in simbolo di vulnerabilità professionale. Perché anche chi ha conquistato 17 Grammy può aver bisogno di una guida luminosa quando affronta una lingua diversa dalla propria. E così, accanto a Ramazzotti, la superstar americana ha trasformato un supporto tecnico in un dettaglio narrativo potente: dietro ogni performance impeccabile c’è studio, disciplina e rispetto per il pubblico. Anche quando la magia passa da uno schermo luminoso.

(Credits: Getty Images e TikTok @gabrieleghighi(

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