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Anche gli uccelli soffrono di jet lag? Ecco cosa rivela lo studio
Una ricerca rivela che il jet lag può influenzare l'orientamento degli uccelli marini, provocando piccole deviazioni durante il volo
6 Novembre 2026
Pensavamo che l’incubo del fuso orario e della stanchezza da viaggio fosse un’esclusiva umana, ma la scienza ha appena dimostrato il contrario.
Anche gli uccelli marini possono soffrire di una forma di jet lag, o meglio di un disallineamento tra il loro orologio interno e la posizione del sole.
A svelarlo è una ricerca pubblicata sulla rivista Science e condotta sulla straordinaria berta minore atlantica, grande viaggiatrice dei cieli capace di percorrere migliaia di chilometri per cercare cibo.
Come funziona il navigatore solare degli uccelli
La berta minore atlantica si affida a una combinazione di due elementi fondamentali per orientarsi durante le sue rotte: la posizione del sole nel cielo e il proprio orologio biologico, che si resetta ogni mattina all’alba per calcolare lo spostamento della stella.
Il problema sorge durante il viaggio di ritorno verso est: attraversando zone in cui il sole è sorto prima rispetto al punto di partenza, l’orologio interno degli uccelli rischia di “rimanere indietro” fino a un’ora, falsando i loro calcoli sulla rotta.
Per verificare l’ipotesi sul campo, i ricercatori dell’Università di Oxford hanno analizzato un’enorme mole di dati, esaminando vent’anni di tracciamenti GPS su oltre un migliaio di berte.
I risultati parlano chiaro: quando volano verso est per rientrare al nido, gli uccelli deviano in senso orario rispetto alla traiettoria corretta, comportandosi esattamente come ci si aspetterebbe da chi naviga affidandosi unicamente al sole.
Quanto sbagliano rotta e quali sono i rischi?
Nonostante la deviazione media si aggiri intorno ai 7°, traducendosi in appena 5 chilometri di scarto su un tragitto di mille, la scoperta apre nuovi interrogativi.
Se gli esemplari adulti correggono continuamente la rotta compensando l’errore, lo stesso potrebbe non valere per i giovani alla loro prima migrazione, che rischiano di accumulare deviazioni importanti.
Resta inoltre da capire se, oltre all’errore di navigazione, gli uccelli subiscano anche gli effettivi disagi fisiologici del jet lag simili ai nostri.
(Immagini generate con IA)