Sul piccolo e grande schermo li abbiamo visti tra corridoi del liceo, feste scolastiche e primi amori. Peccato che, nella vita reale, molti di quei “teenager” avessero già superato da tempo l’adolescenza. Da Mean Girls a Smallville, passando per Glee ed Euphoria, Hollywood ha spesso affidato ruoli da 16 o 17 anni ad attori molto più grandi.
Da Rachel McAdams a Tom Welling: i casi più clamorosi
Uno degli esempi più famosi è Rachel McAdams: aveva 25 anni quando interpretò Regina George, liceale e regina assoluta della scuola in Mean Girls. Ancora più evidente il caso di Tom Welling, che a 24 anni vestì i panni dell’adolescente Clark Kent nella prima stagione di Smallville.
In Hannah Montana, Jason Earles aveva 28 anni quando iniziò a interpretare Jackson Stewart, che nella serie ne aveva 16. L’attore ha persino raccontato anni dopo di aver mentito sulla propria età durante il provino.
Anche Cory Monteith aveva già 27 anni quando diventò Finn Hudson in Glee, mentre Alexa Demie ne aveva circa 28 al debutto di Euphoria, dove Maddy Perez è ancora una studentessa delle superiori.
E il cinema non è da meno: Thomas Brodie-Sangster aveva 24 anni quando interpretò il sedicenne Newt in Maze Runner. Leonardo DiCaprio, invece, ne aveva 28 all’uscita di Prova a prendermi, dove Frank Abagnale Jr. è ancora adolescente nella prima parte della storia.
Perché Hollywood sceglie attori adulti per ruoli teen
Dietro questi casting non c’è solo una scelta estetica. I minorenni hanno limiti più rigidi sugli orari di lavoro, obblighi scolastici e specifiche tutele sul set. Un maggiorenne offre quindi maggiore flessibilità alle produzioni.
Il risultato? Alcuni dei teenager più famosi della TV erano, almeno anagraficamente, già parecchio lontani dal liceo.
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