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Barry Keoghan reagisce agli insulti online: “Non voglio più uscire”

Un odio social che ha superato ogni confine con attacchi continui

In vista del biopic sui Beatles diretto da Sam Mendes, Barry Keoghan ha sfoggiato un nuovo hair look che richiama lo storico batterista Ringo Starr, segnando un ulteriore passo nel percorso di immedesimazione nel personaggio.

Per questo, negli ultimi mesi il nome di Barry Keoghan è finito al centro di una discussione sempre più accesa sui social. Non per il nuovo film in uscita Peaky Blinders: The Immortal Man, ma per il suo cambio di look e per l’ondata di commenti negativi che ne è seguita. L’attore ha deciso di intervenire pubblicamente, raccontando quanto l’odio online abbia superato il confine della semplice opinione, trasformandosi in attacchi personali continui.

 

@grapherazzi Liverpool turning back time… 🎬🥁 Beatles biopic filming in progress with Barry Keoghan filming as Ringo Starr #B#BeatlesBiopicB#BarryKeoghanR#RingoStarrliverpool #fyp ♬ suara asli ||| BARU BELAJAR NGONTEN – Wafee

È emerso un clima sempre più aggressivo attorno all’attore che ha spiegato come gran parte delle critiche si concentri sul suo aspetto fisico, analizzato e giudicato con durezza. Una pressione costante che, nel tempo, ha iniziato a influenzare anche la sua vita quotidiana.

 

L’impatto reale dei commenti e l’isolamento

Il racconto di Keoghan si fa più personale quando descrive le conseguenze lontano dai social. L’attore ammette di aver cambiato abitudini, limitando le uscite pubbliche e riducendo i contatti sociali. “Mi ha fatto chiudere in me stesso, non voler più uscire”, ha raccontato in  un’intervista a SiriusXM.

Non si tratta solo di fastidio momentaneo, ma di un isolamento progressivo che nasce dalla paura del giudizio. Anche quando prova a ignorare le reazioni online, la curiosità lo porta a controllare i commenti dopo apparizioni pubbliche o eventi. Il risultato, spesso, è un ritorno alla stessa spirale di critiche e osservazioni sul suo aspetto.

 

Quando la pressione entra nel lavoro

Il tema diventa ancora più delicato quando Keoghan parla del rapporto tra critiche online e lavoro artistico. L’attore spiega che la pressione non resta confinata alla sfera personale, ma rischia di influenzare anche la performance davanti alla macchina da presa. “Quando queste cose iniziano a entrare nella tua arte, diventa un problema”.

Il timore è quello di perdere spontaneità, di sentirsi osservato non solo come interprete ma come persona. In un’epoca in cui ogni dettaglio diventa oggetto di discussione, anche il processo creativo può essere condizionato da una percezione costante del giudizio.

 

La preoccupazione per il figlio e il lato più personale

Tra le riflessioni più intime emerge il pensiero del figlio Brando. Keoghan si dice colpito dall’idea che, un giorno, possa leggere i commenti offensivi rivolti al padre. “È deludente sapere che dovrà vedere tutto questo”. Un passaggio che sposta il discorso dal piano mediatico a quello familiare. L’odio online non resta confinato allo schermo, ma coinvolge anche la sfera privata e chi con la celebrità non c’entra nulla.

 

(Credits: Getty Images)

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