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Basta app e appuntamenti: perché oggi va di moda il “Boysober”
Il “boysober” è il nuovo trend che spinge a prendersi una pausa dal dating per interrompere relazioni stancanti
20 Gennaio 2026
Il termine suona strano, ma il concetto non lo è, ruota tutto intorno a fare “disintossicazione” dagli uomini e dal dating. Attenzione però, non è una protesta contro il genere maschile, ma una scelta consapevole di dire stop agli appuntamenti.
Lo spiega bene Elisa Balbi, psicologa e psicoterapeuta, al FattoQuotidiano.it: si tratta di un “detox emotivo” per interrompere quei rapporti che ci fanno sentire frustrate o stanche.
Millennials e Gen Z: due generazioni stanche ma per motivi diversi
Secondo l’esperta, il problema tocca diversamente le diverse generazioni. Le Millennials spesso restano incastrate in relazioni “illusorie”, dove fanno tutto da sole sperando che lui cambi, finché non restano deluse. Le più giovani, le Native Digitali, sono invece abituate a rapporti molto veloci e tecnologici, dove spesso ci si vede solo per il sesso sperando che diventi qualcosa di più. Come dice la dottoressa Balbi: “In questo quadro, il boysober appare come una forma di autodifesa emotiva: rinunciare prima ancora di deludersi”.
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La trappola delle app di dating
Le app, sotto un punto di vista, hanno peggiorato le cose. Spesso ci si sente “poco interessanti” o “non abbastanza belle” se un match non risponde o sparisce. Ma il problema non siamo noi, è il meccanismo dell’app.
L’esperta avverte che questo colpisce soprattutto le Millennials: “Non riuscendo a non affezionarsi, finiscono per mettere in discussione non tanto il contesto dell’incontro, che spesso non le rappresenta, quanto sé stesse: il proprio essere interessanti, affascinanti, intelligenti. Una dinamica che ha una ricaduta pesante sull’autostima”.
Imparare a scegliere (e a dire di no)
Per uscire da questo circolo vizioso bisogna cambiare prospettiva. Spesso le relazioni non funzionano perché le portiamo avanti in due, accettando situazioni sbilanciate.
La psicologa suggerisce di farsi domande dirette: “Cosa voglio per me?; l’altro mi dà ciò che mi piace e mi fa stare bene?”. L’idea non è cambiare l’altro, ma scegliere qualcuno che voglia le nostre stesse cose. Alla fine, il boysober è un invito a coltivare quello che la Balbi definisce un “sano egoismo”.
(Credits: TikTok @notgavynn)