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Blanco: “Il successo? Uno zaino che non ho mai voluto indossare”

Il cantante si racconta tra crescita, autocritica e un album dedicato alla madre

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Blanco riappare con un progetto che segna una nuova fase della sua carriera. Ma’ è un album costruito su fragilità, crescita personale e consapevolezza, nato dopo un periodo complesso e lontano dai riflettori. Il cantautore torna a esporsi senza filtri, alternando momenti di introspezione a slanci emotivi. Il filo conduttore è la ricerca di equilibrio, con brani che raccontano il passaggio dall’adolescenza al presente, tra dubbi e desiderio di evoluzione.

Il lavoro è stato realizzato insieme al produttore Michelangelo e ad altri collaboratori, con una scrittura più diretta e personale. Al centro c’è anche la madre, figura chiave dell’album, celebrata nella title track nata quasi per caso dopo una discussione. 

In un’intervista a FqMagazine ha spiegato: “È nato tutto per caso perché ero in studio a lavorare. Ci siamo sentiti al telefono e ho litigato con lei. Un mio amico mi ha suggerito: ‘perché non fai la canzone su tua mamma, visto che avete litigato?’. Così è nato tutto”.

 

Il successo senza il peso delle aspettative

Nonostante la fama arrivata prestissimo, Blanco sostiene di non aver mai vissuto il successo come un fardello. L’artista spiega di aver sempre scelto la spontaneità, senza inseguire aspettative esterne o pressioni. Una posizione che emerge chiaramente quando parla del suo percorso, iniziato con la vittoria a Sanremo e proseguito tra polemiche e grandi palchi. “Non ho mai avvertito il peso del successo sulle mie spalle. Così come anche non ho mai voluto caricarmi sulle spalle lo zaino del successo”.

La sua idea è semplice: restare fedele a se stesso. Per Blanco la musica nasce solo quando l’emozione è autentica, senza costruzioni o strategie. Questo approccio si riflette anche nel nuovo album, dove ogni brano diventa un tassello della sua identità in continua evoluzione. “Ho semplicemente sempre fatto quello che volevo fare, cioè musica. Poi di quello che dicevano gli altri francamente… A me basta solo fare le cose in modo puro, vero, andando all’essenza. Per questo la prima cosa che faccio, in ogni cosa, è essere sempre sincero con me stesso. Per me è importantissimo. So che se sono sincero con me stesso poi tutto quello che faccio, la mia musica, arriva agli altri. Se mi emoziono io, allora accade anche a chi mi ascolta”.

 

“Amarmi è complicato”: autocritica e cambiamento continuo

Nel disco emerge anche una forte componente autocritica. Blanco racconta di essere una persona in continuo cambiamento, difficile da incasellare. Una caratteristica che, secondo lui, può rendere complicati i rapporti, ma allo stesso tempo alimenta la creatività. “Magari è complicato amarmi, perché cambio idea sempre e subito. Credo che essere troppo sicuri di qualcosa, in realtà, sia un errore. Mi piace lasciare andare, non c’è mai una risposta definitiva. Mi faccio dei viaggi mentali tutti miei e capisco che gli altri facciano fatica a comprendere”.

 

Scaramanzia, rituali e immagini mentali

Accanto alla musica, emerge un lato curioso: la scaramanzia. Blanco racconta piccoli rituali rimasti dall’infanzia e altri che ancora oggi accompagnano la sua quotidianità. Gesti ripetuti, abitudini simboliche e un rapporto quasi sensoriale con ricordi e colori. “Faccio mille cose che sembrano strane. Prima di andare a dormire da piccolo, sempre spegnevo la luce tre volte, chiudevo la porta tre volte, guardavo tre volte dietro la chitarra, mettevo le mani sotto il cuscino due volte. Robe da pazzi”. 

 

Il ritorno live e la voglia di contatto con il pubblico

Con l’uscita di Ma’, Blanco si prepara anche al tour nei palazzetti. Per lui il palco è soprattutto contatto fisico e condivisione, un momento in cui energia e emozioni si mescolano. Non sorprende quindi la sua attitudine istintiva durante i concerti, tra salti e interazione continua con il pubblico. “A me piace il contatto fisico, mi piace condividere un momento così, soprattutto perché pieno di gioia. Mi piace avere un contatto anche nei momenti di tristezza perché è più facile scambiarsi le energie. O anche guardarsi dritto negli occhi”. Alla vigilia dell’uscita del disco, l’artista ha scelto anche un gesto simbolico: un lungo cammino per consegnare personalmente l’album alla madre. Un atto che riassume lo spirito del progetto, tra radici, affetto e rinascita artistica.

 

(Credits: Getty Images)

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