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“Boomerasking”: come evitare il narcisismo nella conversazione
La psicologia dietro la domanda boomerang che interrompe il flusso di una comunicazione sincera
1 Aprile 2026
Il fenomeno del boomerasking, termine coniato dai ricercatori Alison Wood Brooks e Michael Yeomans, descrive una dinamica sociale in cui la conversazione viene usata come un’arma a doppio taglio.
Proprio come l’oggetto da cui prende il nome, la domanda viene lanciata verso l’interlocutore solo per tornare istantaneamente al mittente, trasformando un potenziale scambio in un monologo egocentrico.
Le varianti del narcisismo conversazionale
Secondo le analisi pubblicate sul Journal of Personality and Social Psychology, questa strategia nasce da un conflitto interiore tra il bisogno di apparire empatici e l’impulso a condividere i propri vissuti.
Gli studiosi hanno identificato tre declinazioni principali: l’ask-bragging, dove si interroga l’altro per poter ostentare un traguardo personale; l’ask-complaining, in cui il quesito serve a introdurre uno sfogo o una lamentela; e l’ask-sharing, che riporta il focus su dettagli personali neutri, ignorando di fatto la risposta ricevuta.
Un esempio classico è chiedere a qualcuno come sia andato il suo fine settimana solo per interromperlo subito dopo, vantandosi della propria esperienza straordinaria.
Sebbene chi pratica il boomerasking creda di risultare coinvolgente, l’effetto sociale è spesso opposto: si viene percepiti come insinceri e poco interessati al prossimo.
Le strategie per un ascolto autentico
Per costruire legami profondi, la soluzione risiede nella curiosità reale.
Invece di dirottare il discorso verso di sé, è fondamentale praticare l’ascolto attivo e formulare domande di approfondimento basate su quanto l’altro ha appena condiviso.
Questo approccio, che gli esperti definiscono reattività, permette di disinnescare l’egocentrismo e di evitare che la conversazione diventi un mero strumento di auto-promozione, trasformandola in un vero incontro tra persone.
(Credits: Getty Images)