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Borghesia e proletariato? In Italia non esistono più

Sono finiti i tempi della lotta di classe. A confermarlo è uno studio statistico.

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La lotta di classe? Un ricordo del passato. È stata superata, in Italia, l’arcaica divisione tra borghesi e operai. Una ricerca effettuata dall’Istat ha elaborato infatti diversi profili di reddito per classificare la situazione reddituale del nostro Paese, considerando sia fattori economici che socio-culturali, quali appunto professione, cittadinanza, titolo di studio e numero di familiari. “La classe operaia ha abbandonato il ruolo di spinta all’equità sociale mentre la borghesia non è più alla guida del cambiamento e dell’evoluzione sociale” – comunica l’istituto, “Una delle ragioni per cui ciò è avvenuto è la perdita dell’identità di classe, legata alla precarizzazione e alla frammentazione dei percorsi lavorativi, ma anche al cambiamento di attribuzioni e significati dei diversi ruoli professionali“.

Al momento sono nove le classi sociali individuate dall’Istat:

I gruppi più numerosi sono quelli delle famiglie degli operai in pensione e quelle di impiegati benestanti, che hanno un reddito molto vicino a quello medio e costituiscono il 40% delle famiglie italiane. Al terzo posto segue la classe di anziane sole e giovani disoccupati, che conta in totale di 5,4 milioni di individui.

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