Per diverso tempo è circolata la storia secondo cui prendere un colpo “lì sotto” provocherebbe la bellezza di 9.000 unità di sofferenza, l’equivalente di partorire centinaia di figli.
Ma è davvero possibile fare un confronto diretto tra le due cose? In realtà, pare proprio che le cose stiano in modo parecchio diverso e che questo paragone sia privo di un vero fondamento scientifico.
La scienza lo conferma: il “misura-dolore” non esiste
A quanto pare, la medicina moderna parla chiaro: mettere a confronto il dolore di un parto con quello di un calcio nei testicoli attraverso un numero è impossibile, anche perché l’unità di misura chiamata “Del” semplicemente non trova riscontro nei manuali.
Negli anni ’40 gli scienziati avevano provato a inventare una scala per calcolare la sofferenza (il dol), ma l’idea è stata accantonata quasi subito.
Il dolore è un’esperienza del tutto personale e neurologica: varia da persona a persona e non si può misurare come la febbre o il peso.
Numeri e mito a parte, il dolore del colpo resta
Se la storia dei numeri non regge, la sensazione di dolore resta comunque innegabile.
Quando si riceve un colpo lì, le fibre nervose inviano un segnale d’allarme immediato che risale direttamente verso l’addome. Ed è proprio da qui che arrivano nausea, sudore freddo e crampi alla pancia. Insomma, confronti a parte, la sensazione è decisamente poco piacevole!
(Immagini generate con IA)
