Cesare Cremonini: “Ferie in macchina e l’Etna come ispirazione”
Il cantante bolognese ha già pronto un nuovo singolo: GreyGoose
19 Agosto 2014
Happy Holidays. Per le meritate vacanze Cesare Cremonini ha scelto la Sicilia, che ha girato in lungo e in largo con la sua auto, quasi fosse il protagonista di un road movie. Un’ambientazione particolare, scelta apposta per favorire l’ispirazione. “Ho girato in auto il sud Italia prima di tornare a Bologna per lavorare al tour”, ha spiegato Cremonini al Corriere della Sera. “L’Etna in piena attività mi ha folgorato. Un posto così eccezionale, una montagna sul mare, dovrebbe essere considerato il posto più bello d’Europa, invece”. Un vulcano in eruzione l’Etna, un vulcano in eruzione lo stesso Cremonini che riesce a sfornare in continuazione un successo dopo l’altro. L’ultimo, Logico #1, è uno dei tormentoni dell’estate e forse non poteva essere altrimenti, visto il titolo: “Era di buon auspicio, ma ero anche convinto delle sue potenzialità. Non mi aspettavo però un’onda così alta sin da subito e così lunga. Era una canzone che aspettavo dentro di me da tempo: esplosiva, con un suono internazionale e un testo che mischia in modo quasi psicotico ragione e sentimento”.
Nuovo singolo. Logico – il gioco di parole è scontato – che l’attesa per il nuovo singolo sia altissima. GreyGoose, che uscirà a breve, è un’altra canzone molto sentita da Cremonini, una sorta di ritorno alla giovinezza: “GreyGoose parla di quelle bugie che si dicono volentieri alle donne nelle notti di luna piena. Credo che al gentil sesso le promesse in fondo piacciano, se fatte con la giusta convinzione! È una canzone che riporta il sorriso nella mia discografia dopo qualche tempo”. Una discografia forse troppo seriosa ultimamente: “La verità è che dopo la sbornia di successo con i Lùnapop ho sentito l’esigenza di ricominciare da zero. Ho attraversato momenti in cui era necessario invecchiare in fretta, guardando con grande rispetto al passato. Vivevo con lo spettro dei grandi cantautori sulle spalle. Avevo il loro sguardo che mi fissava come ti fissa tuo padre da una foto sul comodino”.