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Chi siederà in panchina in Nazionale dopo Gattuso? I nomi in lizza
La panchina azzurra torna in discussione: chi sarà il successore di Rino Gattuso in caso di addio?
2 Aprile 2026
Il futuro della Nazionale torna improvvisamente in bilico. Dopo l’ennesimo passo falso con la mancata qualificazione ai Mondiali e con le probabili e auspicate dimissioni di Gravina, la posizione di Gennaro Gattuso appare sempre più fragile. Il contratto del CT scade a giugno e il patto interno per proseguire insieme fino a fine stagione rischia di dissolversi prima del previsto.
L’ipotesi di un cambio immediato non è più remota, soprattutto se il clima attorno alla squadra dovesse raffreddarsi ulteriormente. La Federazione si trova così costretta a riaprire il dossier allenatore, cercando un profilo capace di ridare identità, mentalità e fiducia a un gruppo che sembra smarrito nei momenti decisivi.
Roberto Mancini e Antonio Conte, il ritorno dei grandi ex
In cima alla lista spuntano due nomi pesanti: Roberto Mancini e Antonio Conte. Il primo rappresenta il ritorno del CT campione d’Europa, l’uomo che nel 2018 aveva ricostruito l’Italia fino al trionfo continentale. La sua eventuale candidatura dipende soprattutto dal nuovo assetto federale: senza l’attuale dirigenza, il passato turbolento potrebbe non essere più un ostacolo. Mancini garantirebbe esperienza internazionale e capacità di ripartire da zero, ma resta il dubbio su quale versione tornerebbe in panchina.
Conte, invece, porta con sé il ricordo di una Nazionale intensa e competitiva, capace di superare i limiti tecnici con organizzazione e carattere. Il nodo principale è il contratto con il Napoli. Per diventare CT dovrebbe liberarsi subito e iniziare a lavorare già dalle amichevoli estive. L’Italia non può permettersi un selezionatore part-time, perché il calendario impone scelte rapide e una pianificazione immediata.
L’ipotesi Guardiola che infiamma il dibattito
Accanto ai due favoriti emerge però una suggestione clamorosa: Pep Guardiola. L’allenatore spagnolo potrebbe lasciare il Manchester City e diventerebbe un profilo ideale per un progetto radicale. Sarebbe una scelta fuori dagli schemi, quasi rivoluzionaria per la tradizione azzurra, storicamente poco incline a tecnici stranieri. L’operazione sarebbe complessa, ma l’idea affascina per il valore internazionale e per la possibilità di rilanciare l’Italia con un nome globale.
Servono mentalità e scelte forti
Chiunque arriverà dovrà intervenire soprattutto sull’atteggiamento della squadra. Il problema non sembra legato ai nomi, ma alla gestione dei momenti decisivi. Le recenti partite hanno mostrato un’Italia timorosa, spesso costretta a difendersi e incapace di imporre il proprio gioco. Il nuovo CT dovrà lavorare su ritmi, personalità e gerarchie, senza rivoluzionare completamente il gruppo ma ridefinendo ruoli e responsabilità. L’obiettivo è evitare un’altra stagione di transizione e rimettere la Nazionale su binari competitivi.
(Credits: Getty Images)