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Clonare gli animali domestici: quanto costa e come funziona

Dalle tecnologie di ViaGen ai costi oltre i 50.000 dollari: ecco come funziona la clonazione degli animali.

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La storia di Venessa Johnson mostra come il dolore per la perdita di un animale possa spingere verso scelte estreme. Dopo la morte del suo amato cane, Venessa si è trovata davanti a un cucciolo che sembrava guardarla con gli stessi occhi di prima. Stesso sguardo, stessa espressione, ma un’altra epoca. Quel cane non era un ritorno dal passato, bensì il risultato della clonazione animale, una pratica che sta diventando sempre più conosciuta tra i proprietari più facoltosi.

 

Come funziona la clonazione degli animali domestici

La clonazione dei pet si basa su una tecnica chiamata trasferimento nucleare di cellule somatiche, già utilizzata nel 1996 per creare la pecora Dolly. Dal tessuto dell’animale originale viene estratto il materiale genetico, usato per generare un embrione che viene poi impiantato in una madre surrogata. Dopo alcuni mesi nasce un cucciolo geneticamente identico al cane o al gatto scomparso. Aziende specializzate come ViaGen, con sede in Texas, hanno perfezionato il processo, arrivando a tassi di successo molto elevati.

 

Il prezzo della clonazione: perché costa 50.000 dollari?

Un tempo vista come una curiosità scientifica, oggi la clonazione è entrata nel mainstream dei super-ricchi. Personaggi famosi e dirigenti d’azienda scelgono di investire cifre che possono superare i 50.000 dollari per riavere una parte del proprio animale. Secondo ViaGen, dal 2015 sono stati clonati oltre 1.000 cani e gatti, e controlli ufficiali hanno certificato il rispetto delle norme sul benessere animale.

 

Etica e comportamento: il clone ha lo stesso carattere?

Non mancano però le controversie. Associazioni come PETA e ASPCA criticano duramente la pratica, sostenendo che incoraggi la riproduzione artificiale mentre migliaia di animali aspettano l’adozione nei rifugi. Altri sollevano questioni morali: è giusto usare la tecnologia avanzata per alleviare il dolore umano, quando il risultato non è davvero lo stesso animale?

Secondo molti veterinari, avere lo stesso patrimonio genetico non significa replicare carattere e comportamento. Ambiente, educazione e interazioni quotidiane plasmano la personalità di ogni animale. I cloni possono ricordare l’originale in piccoli gesti o abitudini, ma restano individui unici.

Per chi sceglie la clonazione, il nuovo cucciolo non sostituisce quello perduto: diventa un ponte emotivo con il passato. Per alcuni è una forma di guarigione, per altri un terreno scivoloso che solleva interrogativi su amore, memoria e limiti della scienza quando entra in gioco il lutto.

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