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Con OnlyFans aiuta gli uomini soli dipendenti dal porno: la storia

Dall’OnlyFans esplicito a uno spazio di ascolto

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Flora, content creator statunitense, ha cambiato radicalmente il modo di usare OnlyFans. Dopo due anni di video espliciti e richieste sempre più invasive, ha deciso di coprirsi, rallentare e trasformare il suo profilo in uno spazio dedicato a consapevolezza, connessione e solitudine maschile. Una scelta controcorrente che, paradossalmente, le ha permesso di quadruplicare i guadagni e ritrovare un senso personale nel lavoro.

 

Il burnout e il limite superato

All’inizio faceva tutto ciò che il mercato chiedeva. “Facevo di tutto – masturbazione, sex toys, video personalizzati, la girlfriend experience – qualsiasi cosa volessero gli uomini, perché vedevo che le altre creator lavoravano così”. Con il tempo, però, il peso psicologico è diventato insostenibile. “Inizia davvero a influenzare la mente e il rapporto con il tuo corpo e la tua sessualità, perché quando qualcosa che dovrebbe essere sacro e personale viene monetizzato e dato per scontato, diventa deprimente”.

 

Un OnlyFans diverso: meno porno, più presenza

Stremata, Flora ha chiuso con i contenuti hardcore, pur rinunciando a entrate mensili elevate. Ha aperto un nuovo account con un obiettivo chiaro: offrire contenuti mindful per aiutare uomini soli e dipendenti dal porno a cambiare prospettiva. “La maggior parte dei miei video non è sensuale: registro e faccio live su yoga, respirazione e meditazione”. E aggiunge: “Se devono agire sul piacere e sul desiderio che provano, li aiuto a farlo in modo consapevole”.

 

Il potere dello sguardo e della vulnerabilità

Tra i contenuti più apprezzati ci sono i video di contatto visivo. “È una parte fondamentale di quello che faccio” spiega Flora. “È solo un video in cui guardo dritto negli occhi e dico affermazioni o messaggi positivi”. Secondo lei, lo sguardo diretto è ciò che manca di più oggi: “Il contatto visivo è qualcosa che le persone desiderano: è rarissimo nella nostra società ed è il modo in cui ci connettiamo”.

 

La solitudine maschile come nodo centrale

Flora attribuisce il successo del progetto alla epidemia di solitudine. “Come creator di OnlyFans lo vediamo più di altri perché questi uomini vengono da noi e raccontano le loro storie: sono tutti soli”. E ancora: “Pensano: ‘Devo andare su OnlyFans e pagare delle ragazze perché mi prestino attenzione, così posso sentire qualcosa’”. Il suo obiettivo, però, è renderli indipendenti da lei:
Insegno loro a trovare amore per se stessi e connessione, perché non sono nella condizione mentale per avere una relazione adesso”.

 

Quando l’addio diventa un successo

Molti utenti, una volta ritrovato equilibrio, se ne vanno. “Ho molti fan che mi dicono: non ho più bisogno di stare qui, e vanno avanti con la loro vita”. Uno di loro le ha scritto: “Ho lottato con il porno per tantissimo tempo e voglio uscirne. È per questo che ho iniziato a seguirti, perché parlavi di essere ‘il ponte’. Con il tuo aiuto ho capito che uso il porno per evitare il dolore di non sentirmi amato. Ora sto imparando ad affrontarlo”.

 

Un lavoro che ora ha senso

Flora non si definisce una terapeuta, ma un’alternativa più sana. Anche la sua famiglia la sostiene.
Quello che faccio è bello, è giusto, e lo amo”, dice sorridendo. “Sono passata dal burnout alla sensazione di vivere il mio scopo”. 

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