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Coronavirus, contagi fuori controllo in Israele: si torna al lockdown

È il primo Paese al mondo a imporre la quarantena per la seconda volta.

11 Settembre 2020

In Israele il Coronavirus torna a far paura: da maggio la situazione sembrava ormai sotto controllo, ma negli ultimi giorni si è registrato un vero e proprio boom di contagi, troppi per continuare come se nulla fosse. I casi, infatti, hanno superato i 4000 per due giorni di fila, mentre i morti sono stati 500, più della metà rispetto ad agosto.

È per questo motivo che il Governo ha deciso di tornare al lockdown: Israele sarà così il primo Paese al mondo a imporre la quarantena per la seconda volta. Il blocco totale sarà di due settimane e, tra l’altro, coinciderà con un periodo di festività, ossia il Capodanno ebraico che, dunque, quest’anno gli israeliani dovranno celebrare in casa.

Tutte le attività commerciali e le scuole verranno chiuse, tranne i supermercati e le farmacie: i ristoranti potranno restare aperti solo per il cibo take-away, mentre gli spostamenti delle persone saranno limitati a 500 metri dalla propria abitazione.

Questa sarà la fase 1: in seguito il Governo ha previsto altre due fasi, con limitazioni sempre più graduali, ovviamente sempre in base all’andamento dei contagi. Inizialmente Ronni Gamzu, il medico incaricato di disporre le chiusure per contrastare la diffusione del Covid-19, aveva proposto di chiudere solo le zone rosse, ossia quelle con il maggior numero di contagi: queste, però, coincidono con le città abitate per lo più da arabi o ultraortodossi, i quali hanno minacciato Benjamin Netanyahu di far saltare il Governo se avesse predisposto chiusure mirate solo nelle loro zone. In questa situazione, dunque, le autorità hanno deciso di procedere con la chiusura totale di tutto il Paese.