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Cos’è una relazione a “bassa vibrazione”? I 3 segnali da riconoscere

Una relazione a “bassa vibrazione” può far sentire esausti e poco valorizzati: riconoscerla è il primo passo

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Quando si parla di rapporti a “bassa vibrazione”, si descrive una dinamica malsana in cui i partner non si impegnano allo stesso modo.

Come spiega a Vice la dottoressa Linda Dolin, direttrice medica del Sylvia Brafman Mental Health Center, “Una relazione a bassa vibrazione è una relazione in cui una persona si sente prosciugata dall’altra, il che fa sì che la relazione risulti a senso unico.

In questi casi, un partner si fa carico di quasi tutto lo sforzo, finendo per sentirsi esausto e senza energie, mentre l’altro non contribuisce abbastanza e rompe l’equilibrio della reciprocità.

I segnali principali a cui prestare attenzione sono tre.

 

1. Non riuscire a comunicare

Il primo è l’assenza di comunicazione. Vivere una relazione in cui non si parla davvero rende difficile esprimere i propri sentimenti, sia positivi sia negativi, e blocca ogni possibilità di confronto.

 

2. Il partner sminuisce i tuoi traguardi 

Il secondo è il supporto unilaterale. Può capitare che un partner sminuisca o ignori i traguardi dell’altro, spesso per gelosia o competitività. Secondo la dottoressa Dolin: “Il partner con vibrazioni più basse potrebbe persino sminuire i successi e le buone azioni dell’altro, facendolo sentire come se i suoi sforzi non fossero rispettati”, mettendo sempre se stesso in primo piano.

 

3. Manca la reciprocità

Il terzo segnale è la mancanza di gratitudine reciproca. Chi contribuisce meno tende a dare tutto per scontato. Dolin afferma: “Il partner meno attivo potrebbe arrivare a dare per scontate le azioni dell’altro, non mostrando gratitudine o non ricambiando gli sforzi in modo adeguato”. Questo può provocare stanchezza psicologica e un calo dell’autostima in chi si impegna di più che, sentendosi sbagliato, “finisce per raddoppiare gli sforzi nel tentativo di impressionare l’altro e ottenere una risposta reciproca”.

Per uscire da questo circolo vizioso, il primo passo è parlarne con chiarezza, comunicando apertamente i propri bisogni e i propri limiti.

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