La Terra ha una seconda Luna. Una recente missione spaziale cinese ha diffuso le prime immagini di questa microluna, un corpo celeste vicino al nostro pianeta definito dagli esperti come “quasi-satellite”, ma ormai conosciuto da tutti con questo affascinante soprannome.
Good morning. Earth’s ‘second moon’ has been pictured for the first time ever. It’s called Kamo’oalewa and only passes Earth every few decades💫Clearing skies for the South Cariboo. Winds to 50 and highs to 23. Air quality warning in effect. Take it easy. Take care😎
~S~
CNSA pic.twitter.com/xOhG8eF8Pg— Rodeshow (@Rodeshow1) July 8, 2026
Kamoʻoalewa, la “seconda Luna” della Terra
Il suo nome scientifico è Kamoʻoalewa, termine di origine hawaiana scelto perché l’asteroide è stato osservato per la prima volta nel 2016 grazie a un telescopio situato proprio alle Hawaii.
Questo corpo celeste orbita intorno al Sole seguendo una traiettoria molto simile a quella terrestre e si avvicina alla Terra circa ogni 45 anni.
In realtà, il nostro pianeta non è solo: nello spazio è accompagnato da almeno dieci piccoli asteroidi, mini-lune e quasi-satelliti. Kamoʻoalewa, però, ci fa compagnia da moltissimo tempo e continuerà a farlo ancora per secoli.
La Cina fotografa per prima la “seconda Luna” della Terra
A fare la storia è stata la missione cinese Tianwen-2 che, dopo oltre un anno di viaggio, è arrivata a circa 20 chilometri dal quasi-satellite, riuscendo a fotografarlo per la prima volta. Le immagini mostrano una roccia allungata, con un diametro compreso tra i 18 e i 20 metri.
Sulla sua origine esatta il dibattito scientifico è ancora aperto. Secondo alcuni studiosi potrebbe trattarsi di un frammento di Luna staccatosi a causa di un impatto avvenuto tra 1 e 10 milioni di anni fa, mentre altre ricerche lo riconducono a un asteroide di tipo E.
La storica fotografia rappresenta però solo un punto di partenza. Per avere risposte definitive bisognerà attendere la raccolta di campioni fisici sul posto: la missione prevede infatti il prelievo e il trasporto del materiale sulla Terra entro il 2027, per le successive analisi in laboratorio.
