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D’Avenia: “I classici non sono tali perché antichi, ma perché perenni”

L'intervista in diretta a 105 Friends

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Alessandro D’Avenia è tornato a trovarci. “Resisti, cuore. L’Odissea e l’arte di essere mortali” è il suo ultimo libro, è uscito da poco, ha già conquistato il cuore degli italiani e il primo posto della classifica delle vendite. 

Si tratta di una rilettura della grande opera dell’Odissea in cui l’autore ripercorre i 24 capitoli e li usa come lente d’ingrandimento per guardare la sua e la vita di tutti. In diretta a 105 Friends, ha raccontato: “La letteratura ha il compito di aiutarci a smettere di mentire a noi stessi”. Infatti, se abbiamo perso la gioia della nostra odissea, rileggere l’Odissea è il modo migliore per “fare ritorno”. 

Odissea è il titolo del poema epico forse più noto e amato della nostra civiltà ed è anche il termine a cui si ricorre per definire un’esperienza travagliata. Ulisse è un eroe nuovo. Avrebbe la possibilità di diventare immortale rimanendo con la bellissima Calipso, ma vuole tornare a Itaca da Penelope e Telemaco, e compiere il proprio destino mortale. Proprio perdendo tutto, persino la propria identità, da re a mendicante, rinasce grazie a chi lo sa riconoscere e amare. Se Achille è l’eroe che sovrasta il mondo, Ulisse ne è invece sovrastato. La sua è una vicenda di resistenza, che culmina nei dieci anni necessari per tornare a casa, dopo i dieci trascorsi a combattere una guerra non sua. A quanti è accaduto qualcosa di simile? E quanto abbiamo sofferto, quanti compagni abbiamo perduto, quante volte abbiamo fatto naufragio, prima di capire che l’unica cura per l’invincibile nostalgia di futuro che ci affliggeva era tornare nella nostra Itaca, non quella del passato ma quella ancora da fare rimanendo fedeli al nostro destino? 

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