Le immagini che arrivano da Stanford hanno rapidamente conquistato il web, immortalando l’istante in cui il bioingegnere e neuroscienziato Karl Deisseroth ha comunicato ai figli Sophie, di 10 anni, Emma, di 13, e Hudson, di 16, di aver appena vinto il Premio Nobel per la Fisiologia o Medicina 2026.
Alla notizia, i tre ragazzi hanno reagito con un’esplosione di gioia incontenibile: c’è chi è scoppiato a urlare per l’incredulità, chi si è stretto al padre in un lunghissimo e tenero abbraccio senza riuscire a scioglierlo e chi è rimasto completamente senza parole per l’emozione. Il futuro 55enne – che taglierà il traguardo a novembre – si è così consacrato tra i più giovani ricercatori insigniti della prestigiosa onorificenza.
L’orgoglio dei figli e la scoperta dell’optogenetica
Mentre il video della famiglia Deisseroth continua a fare il giro della rete, il prestigioso riconoscimento internazionale celebra il lavoro monumentale condotto dal ricercatore insieme ai colleghi Peter Hegemann e Georg Nagel sullo sviluppo dell’optogenetica.
Partendo dalla scoperta della proteina channelrhodopsin in un’alga unicellulare (firmata da Hegemann e Nagel), Deisseroth ha intuito come trasformarla in un vero e proprio interruttore luminoso per governare le cellule nervose nel cervello vivente.
Le speranze per il futuro e la salute di tutti
Per Sophie, Emma e Hudson, quel papà riabbracciato al centro della stanza rappresenta oggi una speranza per milioni di persone. Grazie alla sua tecnica, la comunità scientifica può infatti mappare con precisione millimetrica i circuiti neurali che regolano dolore, sete, ritmi circadiani e comportamenti sociali.
Un passo da gigante che apre cure rivoluzionarie per ansia, depressione, schizofrenia, Alzheimer e Parkinson, oltre a sperimentazioni per ripristinare la vista e comprendere il legame tra cuore e psiche. Il Nobel a Deisseroth, Hegemann e Nagel non è solo una conquista accademica, ma una vittoria che parte dal cuore di una famiglia e spalanca le porte a una nuova era della medicina.
(Credits: Instagram @stanford)
