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Déjà vu, cos’è e perché sembra di aver già vissuto quel momento

Perché il cervello ci inganna con il déjà vu e quali sono i motivi dietro questa strana sensazione che proviamo tutti

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Ti è mai capitato di bloccarti nel bel mezzo di una frase pensando: “Aspetta, questo è già successo”?

Secondo lo psicologo Alan S. Brown, come riportato nelle sue ricerche su PubMed, circa il 60% delle persone sperimenta il déjà vu almeno una volta nella vita.

 

Come funziona il déjà vu: la spiegazione scientifica

La scienza descrive il déjà vu come un banale errore tecnico della mente. Come riportato dalla Britannica, il problema nasce quando i processi cognitivi che gestiscono la familiarità e il ricordo perdono la sincronia tra loro.

In pratica, il cervello segue due binari:

Il déjà vu scatta quando il primo binario, quello del riconoscimento, corre più veloce di quello del ricordo, si prova così la sensazione di “già visto” o “già vissuto” quel momento, ma la memoria non ha dati per giustificarla.

 

Perché abbiamo i déjà vu? Le cause tra stress e stanchezza

Spesso la colpa di questo fenomeno sono la stanchezza e lo stress, fattori che possono mandare temporaneamente in tilt il nostro cervello.

Studiando casi clinici legati all’epilessia del lobo temporale, i ricercatori hanno definito questo fenomeno “familiarità disaccoppiata”. In breve, una specifica parte del cervello si attiva nel momento sbagliato, convincendoti di ricordare un evento che, in realtà, sta accadendo per la prima volta proprio in quell’istante.

 

Quando preoccuparsi: il legame tra déjà vu e salute

Anche se nella maggior parte dei casi si tratta di un evento del tutto innocuo, il déjà vu merita attenzione se smette di essere un episodio sporadico.

Le linee guida mediche avvertono che, se il fenomeno diventa frequente o si accompagna a strani cambiamenti sensoriali, potrebbe trattarsi di un’aura legata a crisi del lobo temporale. 

In questi casi, la sensazione di familiarità non è più un semplice scherzo della mente, ma un segnale neurologico da approfondire.

 

(Credits: Getty Images)

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