Puoi pensare che una persona sia bellissima, brillante, persino irresistibile sulla carta. Eppure non sentire nessuna attrazione sessuale. Poi, magari dopo settimane o mesi di confidenze, quella scintilla arriva. È una delle esperienze descritte dalla demisessualità, termine che indica un’attrazione sessuale che tende a comparire solo dopo la nascita di un forte legame emotivo.
Demisessualità: non significa semplicemente aspettare
Qui nasce l’equivoco più comune. Molte persone preferiscono conoscere bene qualcuno prima di fare sesso, ma possono comunque provare attrazione fin dal primo incontro. Nella demisessualità, invece, la connessione emotiva non è solo una preferenza: è la condizione da cui può nascere l’attrazione sessuale.
GLAAD e The Trevor Project collocano la demisessualità nello spettro asessuale. Il termine è comparso nel 2006 nei forum di AVEN, l’Asexual Visibility and Education Network, per dare un nome a un’esperienza che non coincide né con l’assenza totale di attrazione sessuale né con quella immediata.
E attenzione: creare un legame profondo non significa che l’attrazione arriverà automaticamente. Può succedere, oppure no. Ed è proprio qui che cambia tutto.
Cosa dice davvero questa definizione
La demisessualità descrive come nasce l’attrazione sessuale, non necessariamente verso quale genere è diretta. Per questo può convivere con altre definizioni legate all’orientamento romantico o sessuale.
Non dice nemmeno quanto sesso una persona voglia fare. Attrazione, desiderio e comportamento sessuale sono cose diverse: una persona demisessuale può avere una vita sessuale attiva, occasionale oppure non averla affatto.
Anche VICE ha ripreso il tema proprio per chiarire la differenza fondamentale: non è questione di autocontrollo, prudenza o “bravura nell’aspettare”.
In pratica, non è “mi piace ma aspetto”. È che, senza una connessione vera, quella scintilla potrebbe semplicemente non accendersi.
(Immagini generate con IA)
