Nel 2022 l’abbiamo vista esplodere sul palco insieme a Donatella Rettore con il singolo Chimica, ma il “dopo” è stato molto più complesso di quanto i riflettori lasciassero immaginare.
In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Ditonellapiaga ha messo a nudo le difficoltà vissute nel gestire una popolarità arrivata troppo in fretta.
La crisi di Ditonellapiaga dopo Sanremo
Dopo il successo del primo Sanremo, Ditonellapiaga ha ammesso di essersi sentita schiacciata dalle aspettative del mainstream. Quella partenza “da un’altezza esagerata” ha innescato una crisi profonda.
Come spiegato dalla stessa artista alla testata: “Dopo il Festival del 2022 ho vissuto un bruttissimo rapporto col giudizio. Con Sanremo la mia carriera è partita da un’altezza esagerata e questo mi ha creato grandi difficoltà: la vita di un’artista in quella settimana non è la vita di tutti i giorni di un’artista e già tutti noi artisti siamo diversi da come ci comunichiamo. In una situazione del genere ti interroghi su come vieni percepito… Un po’ come al liceo, hai la sensazione di dover trovare un posto nel mondo, di dover compiacere gli altri perché non sai bene cosa sei”.
Questa ricerca di approvazione l’ha spinta inizialmente a snaturarsi, cercando di ammorbidire i toni del suo progetto per renderlo più “commestibile” per il grande pubblico.
Un errore che lei stessa oggi riconosce: “Sparii per registrare il secondo disco ma feci una cosa sbagliatissima: non mi feci domande. Avevo avuto un successo da zero a 100, mi ero innamorata, economicamente stavo bene… Non avevo avuto il tempo di soffermarmi, di pensare a quanto mi era successo. Ho dovuto costruire le mie fondamenta dopo aver costruito la facciata. Scelsi di essere meno ironica per fare canzoni più larghe che potessero piacere a tutti. Ma smussare non è una buona idea, anzi meglio scolpire”.
Donatella Rettore e Ditonellapiaga: la verità sul loro rapporto
Nonostante le voci di corridoio, il legame con la Rettore è rimasto solido. Ditonellapiaga ricorda con affetto quell’esperienza condivisa, definendo Donatella una “scheggia impazzita” che l’ha aiutata a gestire l’ansia da prestazione.
Sanremo 2026: la rinascita con “Che fastidio”
Il brano che porterà tra poche settimane sul palco dell’Ariston, intitolato Che fastidio, nasce proprio da una reazione d’orgoglio: di fronte alla richiesta di scegliere tra essere un’artista “mainstream” o “cantautorale”, la cantante ha scelto una terza via, rivendicando la sua natura pungente e irriverente.
“Ero ‘piena’, volevo raccontare la sensazione dell’essere fuori posto, fuori fuoco e farlo attraverso il racconto di alcune cose che faccio regolarmente, che fanno parte del mio mondo e in cui sono dentro con tutte le scarpe: l’ipocrisia, il dover essere sempre gentili, il dover fare relazioni sociali…”, ha concluso al Corriere.
(Credits: Instagram @ditonellapiaga)
