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Dolly Parton, guerra per il patrimonio da 450 milioni: scatta l’ordine restrittivo per il nipote

L’amministrazione del patrimonio da 450 milioni accusa Bryan Seaver di tentata estorsione e minacce

di Andrea Benatti

L’improvvisa scomparsa di Dolly Parton – avvenuta lo scorso 25 agosto dopo una breve malattia – ha aperto uno dei più complessi e controversi casi ereditari della storia degli Stati Uniti: la prestigiosa rivista Forbes stima che il patrimonio dell’iconica cantante country ammonti attorno ai 450 milioni di dollari.

L’immensa cifra deriva dalla somma di circa 120 milioni dei diritti legati al suo catalogo musicale, a cui si aggiunge la partecipazione del 50% in Dollywood (il celebre e fantasioso parco a tema situato a Pigeon Forge, in Tennessee).

A complicare la situazione c’è anche la struttura familiare di Dolly e del marito Carl Dean, deceduto a 82 anni a marzo del 2025 dopo ben 60 anni di matrimonio: la coppia non ha avuto figli e questo apre uno scenario in cui, senza un effettivo testamento depositato, il capitale dovrà essere necessariamente suddiviso tra i legittimi eredi ancora in vita, ovvero le 5 sorelle e l’unico fratello della cantante a cui si aggiungono i numerosi nipoti della donna; tra questi c’è anche Bryan Seaver che ha avuto incarichi legati alla sicurezza personale della diva per oltre 20 anni.

E’ stato lo stesso Seaver ad annunciare ufficialmente la morte della cantante e, solo 20 giorni dopo, la She’s Alive, LCC – società fiduciaria creata per la gestione e protezione degli asset della cantautrice, ha licenziato Seaver.

Dopodichè l’uomo è stato denunciato dal manager della stessa società per aver intimidito dipendenti, legali e partner commerciali , minacciando di lanciare un podcast per rivelare presunte irregolarità e affossare gli accordi di Dolly Parton se non avesse ricevuto un lauto compenso.

Le minacce, che hanno persino spinto diversi dipendenti a rassegnare le dimissioni, hanno portato un giudice del Tennessee a emettere il 22 settembre un ordine restrittivo temporaneo che impone a Seaver il divieto di comunicazione e una distanza minima di 300 metri dallo staff.

Da parte sua, l’ex bodyguard si è difeso su TMZ giustificando i toni con la rabbia dovuta al lutto e sostenendo di voler solo proteggere la famiglia dai vertici dell’azienda, accusati di aver trattato ingiustamente e spaventato la celebre zia negli ultimi anni di lavoro.

Fonte: Fanpage.it

Instagram: dollyparton

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