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Dove finisce l’inchiostro dei tatuaggi quando decidi di cancellarli

Il laser frantuma l'inchiostro, ma è il tuo organismo a eliminarlo davvero

21 Gennaio 2026

Quando decidi di cancellare un tatuaggio, l’inchiostro non scompare magicamente nel nulla. Parlare di “rimozione” è quasi un errore: in realtà, il laser agisce come un demolitore che trasforma il disegno in rifiuti che il corpo deve poi imparare a gestire.

 

Come funziona davvero la rimozione del tatuaggio

Il processo inizia con un calore estremo. Durante le sedute, il laser colpisce la pelle raggiungendo i 350 °C. Come riportato dal Journal of Cutaneous and Aesthetic Surgery, l’energia assorbita dal pigmento rompe i suoi legami chimici, riducendolo in minuscoli frammenti.

Questa “frantumazione” genera un’infiammazione che mette in allerta l’organismo. Il corpo riconosce quei frammenti come intrusi e invia i macrofagi, speciali globuli bianchi, pronti a “mangiare” e rimuovere i frammenti di inchiostro.

 

Sudore, urina e feci: la via d’uscita

Ma una volta che l’inchiostro è stato “rimosso”, dove va a finire? Semplicemente, passa attraverso il sistema linfatico. 

Il dottor Hooman Khorasani, chirurgo estetico, ha spiegato a BuzzFeed News la dinamica esatta: “In pratica, il modo in cui il corpo elimina l’inchiostro dipende dal suo colore. In sostanza, l’inchiostro verrà metabolizzato dalle ghiandole sudoripare, dai reni o dal fegato, il che significa che letteralmente suderai, espellerai le particelle di inchiostro del tuo tatuaggio con la pipì o la cacca”.

 

Perché alcuni tatuaggi sono più difficili da eliminare?

Tutto dipende dalla chimica e dalla posizione:

  • Il colore: il nero è il più semplice da trattare, mentre tonalità come il giallo sono molto più ostinate
  • La posizione: le zone con più circolazione sanguigna guariscono prima, a differenza di mani o piedi. 

 

(Credits: Getty Images)