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Dusking, la cena al tramonto che ti fa rallentare davvero
Il rituale olandese del crepuscolo arriva a tavola: si cena con la luce, si resta fino al buio e per una volta non c’è nessuna fretta
23 Settembre 2026
Provare a cenare senza accendere subito le luci cambia più cose del previsto. I colori si abbassano, le conversazioni rallentano e il momento in cui arriva la notte smette di essere solo uno sfondo. È da qui che parte il dusking, una pratica legata allo schemeren olandese e tornata oggi al centro dell’attenzione.
Non è una tecnica di mindfulness né una nuova regola del benessere. L’idea è molto più semplice: restare presenti mentre il giorno finisce, senza correre a riempire il passaggio con schermi, luci artificiali o altri programmi. Nei Paesi Bassi questa abitudine faceva parte della vita domestica: ci si sedeva insieme e si aspettava il buio prima di illuminare la stanza.
Un rito quotidiano riscoperto fuori dai social
A riportare lo schemeren nel dibattito contemporaneo è stata la scrittrice e poetessa Marjolijn van Heemstra. Nel progetto presentato al NIAS, il crepuscolo diventa un tempo da osservare e non da superare in fretta. Anche Mediamatic ha ospitato esperienze dedicate al dusking, trasformando il momento del tramonto in un appuntamento collettivo.
La parte interessante è proprio questa: non serve “fare” qualcosa. Basta accorgersi di ciò che cambia mentre la luce sparisce.
Perché il dusking si sposa così bene con la cena
La tavola è probabilmente il posto più facile in cui provarlo. Si comincia a mangiare quando fuori c’è ancora luce e si resta seduti mentre arriva la sera.
Il report 2026 di OpenTable fotografa anche un contesto favorevole negli Stati Uniti: i pasti tra le 16 e le 16:59 sono cresciuti del 13% su base annua, mentre le esperienze gastronomiche sono aumentate del 46%.
Il dusking, però, non ha bisogno di menù speciali. Servono solo tempo, luce naturale e zero fretta. Il resto lo fa il cielo.
(Immagini generate con IA)